A MIO PADRE
Mio padre era l’uomo dei mattini silenziosi
degli odori di spuma da barba e brillantina
delle briciole di pane sul tavolo in cucina
dei pensieri smisurati ma preziosi.
Mio padre era l’uomo della tarda sera
della fatica quotidiana trascinata a casa
dei sorrisi stanchi e di carezze a iosa
del suo sogno trasformatosi in chimera.
Mio padre era l’uomo delle buie notti
di un cielo pien di stelle o tempestoso
dei sogni mio custode silenzioso
dei passi ballerini con i calzini rotti.
Mio padre raccontava la sua guerra
e allora lo invitavo a un girotondo
che caschi tutto quanto e pure il mondo
e tutti giù per terra!
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IL TEMPO VA
Caparbiamente ascolto innovazioni dell’amore
e sempreverdi m’appaiono le valli.
Ma oggi il cielo è grigio
e nuvole di pioggia s’addensano..
Cos’altro si potrà dare stasera?
Il colore ei miei occhi…
Il calore del mio corpo…
Neanche il mare placarsi
neanche un bimbo sa stupirsi...
Eppure
rampano gli occhi miei l’anima tua
ed antichi inni all’amore
mi portano a te che accanto mi riposi.
Lacrime amare scendono chiare
come gocce di mare
per te o tempo che scorri veloce
e togli i freschi sapori alla vita.
Cos’altro potrei darti stasera?
Un triste sorriso…
Un dolce rimpianto
mentre il sole sta tramontando
e un fiore sta appassendo.
Eppure in questo malinconico crepuscolo
ergo il mio viso stanco
e rendo umida la vita che mi sta accanto.
Caparbiamente con te, o tempo perfido
faccio la scommessa amara
che mai distruggerai il ricordo candido
dell’innocenza avuta.
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