giovedì 17 settembre 2026

Anna Rita Mattei


Anna Rita Mattei  è un’artista poliedrica la cui sensibilità nasce dall’unione inscindibile tra musica, poesia e pittura. Diplomata in pianoforte al Conservatorio S. Pietro a Maiella di Napoli nel 1976, ha consolidato la sua carriera artistica con corsi di perfezionamento, come pianista accompagnatrice presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma e successivamente come Docente di Musica nell'istruzione secondaria di I grado. Fin da bambina amava dipingere vincendo, a 9 anni, un concorso di pittura. 

La sua pittura, oggi, è definita un "pellegrinaggio dell’anima", si distingue per una tecnica gestuale ed emotiva: l'artista accarezza la tela dipingendo con diverse tecniche, ma quasi esclusivamente con le dita.

Unicità della produzione: Ogni opera pittorica è costantemente accompagnata da un componimento poetico originale dell'autrice, creando un'esperienza sensoriale completa che fonde immagine e parola in un dialogo volto alla ricerca di pace e introspezione.

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La lacrima del poeta

 

La lacrima del poeta

corre via come ruscello

lungo i solchi rugosi del viso

e come rugiada

si adagia gentile sul labbro

 

Lacrima dolorosa,

macchiata d’inchiostro

che come legna infuocata

scrive nell’anima fino ad arderla

di struggente passione.

 

Lacrima silenziosa,

che come piuma ondeggia,

danzando nel vuoto

della malinconia fino a perdersi

nell’estasi di un amore.

 

La lacrima del poeta..

Umile e preziosa,

come scintilla eterna si leva in cielo

e chiusa in uno scrigno divino

grida la sua vittoria.

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Vorrei essere


Vorrei essere un gabbiano

spirito sperduto in un cielo vibrante

che a colpi di ala

lascia cadere dolori inespressi

e sguardi amari.

 

Vorrei essere un gabbiano

per volare verso il sole

rubare il calore e lasciare

che scorra sull’anima

come stagno fuso.

 

Nell’oscuro cielo

la mia mente prende il volo

tra incanti misteriosi e seducenti

mentre il vento mescola anime perdute

e ricordi d’amore.

 

Sono figlia di una sbiadita speranza

salpata su una nave di ricordi,

figlia di alberi che piangono

al fuggire delle foglie,

figlia di un fiocco di neve

che si scioglie e muore.

 

Dov’è la vita che sognai !

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sabato 12 settembre 2026

Le mostre a via Margutta parlano anche di donne

Via Margutta, parallela a via del Babuino a Roma, è sempre stata una sorta di luogo sacro dell’arte. Lungo il suo corso erano allocate stalle e botteghe artigiane ed è oggi, una delle strade più caratteristiche e affascinanti di Roma. Nasce in epoca antica, non come elegante via residenziale, ma come retro del colle del Pincio, popolato da orti, botteghe di artigiani e umili dimore. 

Durante il Rinascimento la via inizia ad attrarre pittori, scultori e scalpellini stranieri - soprattutto fiamminghi e tedeschi - affascinati dalla luce della zona e dalla vicinanza a Piazza del Popolo.

Nel corso dell'Ottocento e del Novecento, la via si trasforma definitivamente in un rifugio esclusivo per artisti, poeti e registi, arricchendosi di studi d'arte, cortili nascosti e facciate ricoperte di verde vegetazione..

Oggi lungo via Margutta al civico 90 si trova la Galleria Internazionale Area Contesa Arte, luogo non solo d’arte in tutte le sue espressioni ma di aggregazione e di rifugio per coloro che proprio nell’arte amano ritrovare la propria identità e la purezza delle cose. I temi sono spesso sociali e di grande interesse, come quello imposto alla collettiva apertasi alle 18 dello scorso 11 settembre 2026: “L’arte è donna – Universo femminile”. 

Il tema ci racconta subito l’inequivocabile importanza della donna nell’arte, non solo spesso come musa ispiratrice ma soprattutto come autrice di opere d’arte di altissimo valore sostanziale, tecnico ed emozionale.

La presentazione è avvenuta a cura di Maria Teresa Zurlo la quale, gentilmente concessasi per una breve intervista ha espresso un suo pensiero. 

Tra le molte presenze in esposizione anche Anna Solovyova artista nota presso la Galleria e non solo, con due ritratti a ricamo punto croce, riproduzioni fedeli di personaggi del mondo dello spettacolo e dell’arte in generale.

Video integrale del servizio qui

venerdì 11 settembre 2026

"IL DESTINO DI UN BOMBER" di Andrea Carnevale e Giuseppe Sansonna

Uno dei miei idoli calcistici preferiti durante mia giovinezza è stato senz’altro Andrea Carnevale. Non perché io fossi tifoso del Napoli, e neanche della Roma, principali squadre di calcio in cui ha militato. In realtà, strano a dirsi, semplicemente perché la sua terra d’origine, quella di Monte San Biagio in provincia di Latina, è anche la mia. I miei genitori infatti erano entrambi originari, da qualche generazione, proprio di questo comune rurale del sud pontino. 

Quando ho saputo della pubblicazione di un libro intitolato “Il destino di un bomber” dedicato alla sua vita scritto a quattro mani con l’amico e stimato Giuseppe Sansonna, autore e regista in RAI, ho iniziato a inseguire il sogno di poterne parlare con lui attraverso un'intervista. Così, non è stato difficile intavolare una conversazione con entrambi e parlare di fatti sportivi, ma anche tragici di vita privata, di cui lo stesso Andrea ne aveva già resi noti alcuni aspetti in altre trasmissioni televisive.

Ebbene, il mio sogno si è realizzato grazie in "primis" alla disponibilità di Andrea, persona straordinaria dal punto di vista umano e di grande sensibilità e poi, grazie anche alla generosità di Giuseppe Sansonna il quale, formulata la proposta, non si è lasciato certo pregare. Insomma ne è venuta fuori una chiacchierata dove il lato umano ha prevalso su quello squisitamente formale, e volendo, anche sportivo.

L’occasione si è presentata a margine della consegna di un premio di letteratura sportiva che “Il destino di un bomber” si è aggiudicato per i suoi contenuti altamente etici, morali e fedeli al tema auspicato dal regolamento del Premio stesso. Tutto si è svolto nella splendida Corte di Palazzo Caetani a Cisterna di Latina lo scorso 9 agosto 2026, allorquando è stato decretato il vincitore della VII edizione del Premio Letterario Sportivo “Invictus”, ideato e organizzato dalla casa editrice LAB DFG allo scopo di coniugare imprese sportive e linguaggio narrativo. La cerimonia di premiazione è stata condotta dal giornalista di Rai Sport e volto noto della Nazionale Italiana di Calcio Alessandro Antinelli con cui ho avuto la possibilità di scambiare qualche battuta.

Oltre il vincitore Emanuele Atturo con “Il mito dei bomber di provincia” sono stati premiati anche gli altri quattro libri finalisti  tra i quali, con il Premio Enel, “Il Destino di un bomber” di Andrea Carnevale e Giuseppe Sansonna,  una toccante storia di vita oltre che sportiva dove a prevalere non è solo l’impresa agonistica di un ragazzo nato a Monte San Biagio negli anni sessanta e cresciuto in un clima di tensione a causa di un dramma familiare, ma anche la condizione di chi, da storie di violenza e da tragedie, può riuscire a trovare il coraggio e la forza di ricostruirsi una vita.

Andrea Carnevale ragazzo semplice del sud pontino ha continuato nonostante tutto a credere ancora che la propria strada fosse in una sola direzione rispetto a ciò che aveva visto e vissuto e oggi la racconta, convinto che serva farlo in questa nostra società, identificandola - a ragione - quale valido strumento di contrasto e di sensibilizzazione nei confronti di un fenomeno - quello del femminicidio - in costante e preoccupante crescita.

Il Destino di un bomber è un libro che fa riflettere, una storia che arriva dritta al cuore, dove Andrea sta giocando un’ulteriore partita impegnativa: quella contro la violenza. 

Video intervista visibile qui
Foto dal web