mercoledì 1 aprile 2026

Il Mio DNA: Tra Natura e Anima. Un viaggio corale nell’Irriducibile Essere

La mia partecipazione alla mostra "DNA - Dialogo Natura Anima: L’irriducibile essere" non è solo una riflessione solitaria, ma un impegno vivo che si nutre del confronto con altre voci e altre storie. Il cuore pulsante del mio contributo in questa rassegna si manifesterà pienamente nelle giornate del 4   e 12 aprile 2026, momenti che ho voluto dedicare alla forza della parola scritta e condivisa.

In questa cornice dedicata all'essenza dell'esistere, avrò l'onore di curare e presentare le opere di tre autori che, ciascuno con la propria sensibilità, indagano le sfumature del nostro "DNA" spirituale:

  • Alessandra Floris: Con la sua scrittura, esploreremo quei legami profondi che uniscono l'anima alla musica con i suoi molteplici effetti benefici sulla mente e sull’umore.
  • Daniele Cerioni: La sua opera ci condurrà verso una riflessione sulla struttura portante della nostra identità.
  • Lorenzo Tramontana: Un viaggio attraverso visioni che interrogano il senso ultimo del nostro stare al mondo.

Presentare i loro lavori significa per me tessere una trama comune, dimostrando come la letteratura sia lo strumento privilegiato per sondare l’irriducibilità dell’essere.

Il culmine di queste giornate non sarà però solo nel racconto dei libri. Subito dopo le presentazioni di Daniele Cerioni e Lorenzo Tramontana, sarò io stesso a dare corpo e voce alla poesia.

Ho scelto di tenere un reading poetico, con la partecipazione di chiunque voglia declamare componimenti proprio in quel momento di sospensione, quando le riflessioni degli autori si saranno depositate negli animi dei presenti. Sarà un atto di "resistenza poetica", un modo per tradurre in versi quel dialogo tra Natura e Anima che dà il titolo alla mostra. In quei versi, cercherò di rintracciare i segni del nostro DNA più profondo, quello che non si vede al microscopio ma che vibra nel silenzio e nell'emozione.

Il mio impegno è quello di trasformare la parola in un ponte. Vi invito dunque il 4 e il 12 aprile a vivere con me questo percorso: non solo una mostra da guardare, ma un'esperienza da ascoltare e respirare, per riscoprire insieme quel nucleo essenziale e indissolubile che ci rende, appunto, esseri irriducibili.

domenica 22 marzo 2026

"EPPURE ESPLORO LA FIORITURA DEI CILIEGI" Di Gabriela Silenzi e Diana Brodoloni

Un gioco. Un gioco che sa di antico: quello del telefono senza filo che collega passioni, sentimento, ed emozioni tra persone. Un gioco che nasce nel mondo acerbo d’una gioventù da costruire, ma che si abbandona già ad espressioni condivise, alla ricerca di contatti, di certezze e di sfide. Di sfide certo, perché “Eppure esploro la fioritura dei ciliegi” (Bertoni Editore), presuppone una versione del gioco in poesia, dove la sfida è proprio riprendere un cenno, una frase, un concetto, una parola, per continuare a raccontare storie personali, i diversi volti del proprio percepire, visioni e prospettive frutto dell’esperienza propria in un mondo dove tutto si disperde in fretta, alienato da un processo di precoce distruzione. 
E questo scambiarsi informazioni e sensazioni non rispetta una logica precisa ma una fede viva verso la purezza indefinita della poesia, dove tutto può variare o coincidere, allinearsi o essere tutt’altro, ma sempre conforme e fedele alle leggi della libera espressione poetica.

Gabriela Silenzi e Diana Brodoloni, autrici dell’opera in dittici poetici "Eppure esploro la fioritura dei ciliegi", vivono questa esperienza tuffandosi nelle loro vite, raccontandone fatti e sfumature, leggendo fedelmente la propria coscienza cavando da questa elementi rimasti vivi che danno colore alla parola, sensazioni indefinite che non placano la loro forza evocatrice ma che continuano a vivere insinuandosi nel corpo e nell’espressione dell’altra. E il risultato è un esaltante gioco, dove l’abilità nel comporre è profondità attraverso la parola mentre prende forma, man mano che la spiritualità si impossessa della pronuncia del sensibile animo delle autrici.

La raccolta poetica è metaforicamente un augurio di rinascita che attinge il senso dalla fioritura dei ciliegi, vista e considerata come preciso istante in cui delicatezza e forza si fondono in un contesto di speranza e dono da sfruttare. Essa, è un susseguirsi di eventi, di sensazioni e immagini che rifuggono dalla chiarezza esponendo invece un’oscurità palpabile che si addensa nel richiamare forme e contenuti attraverso l’abile uso di figure retoriche. Il mondo immaginario qui proposto, lo è solo in parte, costruito su fondamenta solide, dove il verso pone un verbo scolpito e definito, l’aleatorio mondo disegnato attraverso l’efficace manipolazione della parola sembra vivo, incarnato da una realtà che si rivela piacevole dicotomia tra senso e assuefazione, tra vigore e delicatezza.

“Passa per la pialla/ il sangue delle cose/resta scuro nelle vene/ un tronco mozzo” scrive Diana. “Un tronco mozzo / avanzato alla onde / è li sulla spiaggia/ mi è caro ciò che resta” risponde Gabriela. Due direzioni che convergono nel pensiero e in un comune sentimento che riesce ad apprezzare anche le asperità che questo mondo infligge, ma viste in un contesto filosofico dove emerge la consapevole certezza che ogni materia è destinata a distruzione, ma vista e interpretabile attraverso un paradigma di elementi soggettivi, oltre che come evento che coinvolge emotivamente ed evoca dolore.

Un delicato rincorrersi tra velate immagini e nitide visioni, tra ampi panorami e minimi dettagli dove la differenza è resa dalle sfumature, sempre eterogene, che  restituiscono l'essenza dell'interpretazione  garbatamente femminile laddove è la voce dell'anima a parlare. 

Una comunione di cuori e di parole che nella sua sacralità spirituale diffonde ed effonde il valore della poesia più pura, più intima e spesso, per questo, intrisa di un piacevole mistero che coinvolge e avvolge affini essenze personali.


"EPPURE ESPLORO LA FIORITURA DEI CILIEGI" (Bertoni Editore)

  • Pagine 74:
  • Pubblicato 8 aprile 2025;
  • ISBN: 978- 8855358958
  • Formato: cm. 14.5 X 20.5




 

lunedì 9 marzo 2026

Colleferro: "La via dell'arte"

Come ormai penso sia noto, il mio impegno nella diffusione di arte e cultura e dei suoi e artisti e autori percorre molte strade e arriva, spesso, a scoprire realtà e talenti del territorio meritevoli di essere “esportati” dai territori nei quali vivono, creano e hanno comunque un ottimo seguito, su terreni diversi allo scopo di portare le loro opere e la loro disciplina artistica fuori dalle mura amiche. Nella qualità di conduttore di un programma dedicato all’arte e messo in onda da ArtHeraTV con cui collaboro ormai da qualche anno, molto di recente ho invitato nei nostri studi per una conoscenza più ravvicinata Bianca Coggi, architetto e soprattutto artista. Bianca, Presidente dell’APS “La via dell’arte", con sede in Colleferro da anni pone in essere numerose iniziative volte a valorizzare non solo l’arte del territorio ma anche le figure professionali, e sono numerose,  iscritte alla sua associazione. 

Tra queste, e anch’esse presenti in studio Lara Campagna in arte Lara Gioie, la quale propone gioielli artistici progettati  e realizzati personalmente nel suo laboratorio artistico con l'impiego di vari materiali (a lato "Farfalla Monarca - micro perlinato)   ed Eleonora Volpe pittrice, designer e artigiana del riciclo che attraverso la propria creativa fantasia, riesce a far rivivere ogni oggetto destinato alla spazzatura di nuova e affascinante vita muovendo, in questa direzione, una sensibilità collettiva nei confronti dello spreco e dell'inutilità stessa di alcune evitabili sovra produzioni industriali difficili poi da smaltire e/o recuperare. Emblematiche le realizzazioni con le bottiglie di plastica oppure quelle che coinvolgono addirittura la carta da parati (vds 
ritratto viso femminile).

Per Bianca Coggi non solo l'impegno nella gestione de "La via dell'arte". L'artista colleferrina fa rivivere nelle sue opere una inconfondibile miscela tra la sua formazione accademica in architettura - che si palesa ed  esprime attraverso geometrie e forme - e le sperimentazioni connesse con la dinamicità emozionale provocate dalle sue opere, a volte anche di grandi dimensioni che  suscitano meraviglia e un impatto di sorprendente potenza visiva. 

L'utilizzo di supporti e materiali ai quali Bianca affida la sua espressione non rispettano gli standard di comune impiego, bensì, sposano originalità e unicità come del resto tutte le sue rappresentazioni, inglobate in una realtà astratta e raffinata, razionale ma fluida, frutto di una rappresentazione intima e personale del mondo.   

L'incontro, fruibile qui ed estremamente interessante ha sicuramente messo a nudo l'anima delle artiste intervenute e avviato un processo di liberazione spirituale che ha portato sino alla raffigurazione - rigorosamente soggettiva - di una dimensione propria in rapporto all'individuale sensibilità artistica.