lunedì 24 agosto 2026

Simona Morelli, il fascino del mosaico e non solo

Approfittando del periodo festivo dedicato a San Magno, patrono della città di Anagni, mi sono recato nel centro ciociaro, dove ho potuto, tra le altre cose, visitare il laboratorio dell’artista romana Simona Morelli, scultrice, pittrice ma soprattutto mosaicista, ubicato nel centro dell’antico borgo presso Casa Barnekow, dimora storica ed esempio unico di architettura medioevale.

La cosa che mi ha subito colpito, oltre all’eleganza del luogo e del buon gusto adottato nell’esposizione, è stata la quantità delle opere al suo interno, alcune terminate alcune in lavorazione, altre ancora progettate e da creare. Mosaici, pitture, disegni da trasporre su vetrate, lavori con vetro a fusione e infine tanti, tanti oggetti tra pendagli, orecchini, bracciali e oggettistica varia, il tutto frutto dalla sua illimitata fantasia creativa.

Il suo lavoro

Simona Morelli
non è solo un esempio di artista poliedrica e dinamica nel suo modo di pensare, progettare e realizzare ma è, a tutti gli effetti, una forza della natura laddove, la sua sensibilità, incontra la capacità di costruzione e quella manualità certosina che appare oggi un miraggio nella nostra società contemporanea e senza la quale, molte opere di rilievo non sarebbero mai state elaborate e realizzate. Il suo spirito di iniziativa e l’entusiasmo adoperato, nell’ideare nuove modalità di esecuzione e realizzazione, hanno teso una mano concreta al senso di stupore che spontaneo nasce nell’ammirare ogni pezzo nato e al modo di interpretare l’arte con uno sguardo sempre attento all’originalità.

Autrice mosaici presso le chiese di Segni e di Colleferro, oltre che presso edifici scolastici arriva a decorare perfino un ristorante nella lontana Olanda, senza tralasciare ulteriori contributi tra i quali il mosaico parietale realizzato presso la scuola materna di Frascati e un’opera, sempre in mosaico, dedicata a San Magno, patrono della città di Anagni ed esposta permanentemente presso la biglietteria della Cattedrale di Anagni. 

Il suo percorso artistico


Il suo curriculum, come detto, vanta esperienze in vari ambiti artistici, e i molti riconoscimenti ottenuti sono il frutto di un lavoro di ricerca e di progettazione. Tutto ha inizio nel 1993 allorquando vince  la prima edizione del "Premio delle Arti Applicate Emiliano D'Auria" in Fisciano (SA). Il viaggio artistico prosegue poi con una delle tappe più importati: la frequenza del corso di Alta Specializzazione per la decorazione pittorica di Frascati. Fin da subito, iniziano le sue prime affermazioni, le quali danno vita a un percorso professionale di assoluto spessore, ricco e variegato nel mondo dell'arte.

Tra i vari concorsi vinti e i lavori commissionati da enti e strutture dello Stato, mi piace ricordarne un paio: quello di  Reggio Calabria dove è vincitrice nel Concorso Nazionale di Opere d'Arte presso la Capitaneria di Porto e quello indetto per la decorazione del nuovo Comando dei Vigili del Fuoco di Imperia per la caserma di Crespi, dove l'immagine scelta dall'artista esplicita in tutta la sua potenza la devastazione del fuoco (opera a fianco). 

Il sorriso del coraggio

Ma l’opera che acquisisce tra le tante un valore anche simbolico e morale è “Il sorriso del coraggio”, un grande monumento posto in Piazza Bianca a Colleferro e realizzato in memoria di Willy Monteiro Duarte, pestato a morte nel settembre del 2020. 

Passeggiando lungo via Vittorio Emanuele ad Anagni, sarà facile quindi, soffermarsi nei pressi del civico 83 e  farsi catturare dai colori e dalle creazioni di Simona in un contesto architettonico che esalta  l’intensità delle sue opere e che si unisce gradevolmente ai colori e le forme che  disegnano un’atmosfera d’altri tempi.

Qui il video del servizio.





lunedì 17 agosto 2026

Oltre il silenzio: Santa Maria di Pugliano

A cinque chilometri da Paliano, immerso nel silenzio di una collina che guarda la Valle del Sacco, sorge un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. È il Convento di Santa Maria di Pugliano. Le sue origini si perdono tra le pieghe della leggenda e della storia. Si narra di un’immagine sacra, perfetta e prodigiosa, portata fin qui da due fratelli giunti dalle lontane terre di Puglia. È la "Puglianella", la Vergine che veglia su questo lembo di Ciociaria."

Ogni pietra qui racconta una lotta per la sopravvivenza. Che sia nata come ex-voto dopo le feroci guerre tra i Colonna e il Papa nel 1486, o come pertinenza dell’antico castello di Pullianum, citato già nel 1227, questa chiesa è sopravvissuta a tutto. Alle distruzioni belliche del XVI secolo, alla Guerra di Campagna, e persino all'occupazione della divisione corazzata tedesca Hermann Göring durante il secondo conflitto mondiale.

Il destino del complesso cambia nel 1755, quando il cuore pulsante di questo luogo diventa il nuovo ordine fondato da San Paolo della Croce: i Passionisti. Sotto la guida di padre Tommaso Struzzieri, la collina diventa un punto di riferimento spirituale per tutta la Ciociaria. Qui, uomini come i beati Domenico Bàrberi e Grimoaldo Santamaria hanno forgiato il loro cammino, lasciando un’impronta indelebile nella vita e nell'apostolato di questo territorio.

L’aspetto attuale è il frutto di secoli di rinascite. La facciata, con il suo rigore solenne, ci accoglie con la maiolica che ritrae l’apparizione della Madonna al fondatore dei Passionisti. All’interno, la navata unica ci avvolge in un abbraccio di luce e semplicità, guidando lo sguardo verso l’abside semicircolare, cuore della preghiera che, da secoli, non conosce interruzioni.

Oggi, Santa Maria di Pugliano non è più soltanto un convento, ma il centro vivo di una parrocchia rurale che abbraccia oltre 500 famiglie. È un luogo di accoglienza, memoria e identità. Dalle antiche guerre feudali alla cura quotidiana della comunità, la 'Puglianella' continua a essere, ancora oggi, il faro silenzioso sulla collina di Paliano.

Qui il video 

domenica 2 agosto 2026

Rosita Panetta

 


Nata nella Locride e vissuta a Gioiosa Ionica (Reggio Calabria) nei primi anni della sua vita, è torinese di adozione. Scrive poesie e piccoli racconti e da un paio di anni piccoli testi teatrali. Ama dipingere, fotografare nuvole e soprattutto volare, fonte di ispirazione e dei suoi pensieri. Avida osservatrice del mondo che la circonda, vede il bello anche quando si fa fatica nel cercarlo.Organizza piccoli eventi poetici e musicali.

Dal 2010 ad oggi, partecipa ad alcuni concorsi che le conferiscono riconoscimenti e inserimento in varie antologie.

Organizza l’evento “L’Amore dietro le Parole” per San Valentino in una libreria torinese che diventa rassegna poetica presso la casa del quartiere “i Bagni Pubblici di Via Agliè”.  

Gli eventi “Voci e note dall’Universo” presso il “Polo Astronomico di Alpette” nel Parco del Gran Paradiso in estate e “Innamorati sotto le Stelle” in occasione di San Valentino.

Nel settembre 2020 pubblica la sua prima silloge poetica “Un bacio lungo un secondo” Pathos Edizioni

Riceve vari riconoscimenti attraverso la partecipazione a vari concorsi, insignita del riconoscimento “Alfiere dell’arte e della Poesia” 2020, 2021 e 2022, del “Diploma di Onore al Merito Culturale 2021” e “Diploma per la Pace e la Libertà 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025.

Dal 2021 ideatrice di “VersiAppesi” collaborando con le scuole della propria città.

Dal 2023 collabora con il museo “Officina della scrittura” che fa parte della manifattura della penna Aurora. A maggio 2025 viene inserita nella pagina poetica Wikipoesia 

Il 18 maggio 2025 pubblica la sua seconda silloge “Con una sciarpa a coprirmi il cuore” Pav Edizioni.

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La solitudine che sento


Fuori piove e volo

tra le note di un notturno

in riva al silenzio di un fiume.

All'ombra di un salice

appoggio la mia schiena.

D'aria le tue mani

sfiorano labbra

arse dal deserto

senz'acqua da giorni.

Nutro speranze come fiori

piccoli e delicati

annaffiati d'attenzioni

che dissolvono crucci esistenziali,

me li attacco al cuore

allo stomaco

alla bocca

mi ci adorno i capelli,

le ho nell'anima,

non so se mi vedi solo tu

o solo io

che vago tra le righe adorna

alla ricerca della perfezione.

Sono così come mi vedi

così come mi senti,

lontana e vicina

con gli occhi sempre persi

nel cerchio della vita.

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Forse il bacio ha il rumore dei sospiri


Un bacio non fa rumore

schiocca nel silenzio dell'anima

rotola nello stomaco come un sasso nello stagno.

Un tuono, scontro di due nuvole innamorate.

Il fruscio di ali di farfalle 

che si alzano in volo 

abbracciano il cuore e danzano,

danzano sulle note di un valzer 

sulla scia del tiepido vento estivo.

Un bacio si perde in quegli occhi socchiusi 

sotto un lampione che illumina la neve,

in un brivido che pervade il corpo

e non ci si sfiora per paura che la magia svanisca.

Ci si guarda,

le gote rosse,

e si sorride sospirando...

Forse il bacio ha il rumore dei sospiri.

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