lunedì 21 settembre 2026

Madonna del Soccorso - I piccoli tesori del territorio pontino

Sulla via Appia, all'ingresso di Fondi venendo da Roma, si trova la chiesetta di Santa Maria del Soccorso (nota anche come chiesa della Madonna del Soccorso). Si tratta di un edificio di culto cattolico di grande interesse storico e, oltre che per la vicinanza all’antica via, si nota subito per una ragione precisa: ha due ingressi, uno per ogni direzione di marcia e non è un caso. La Chiesa infatti, era una stazione dei Monaci Ospedalieri di San Giovanni Gerosolimitano, i quali assistevano i pellegrini lungo questo tratto della via Francigena.

L'edificio esiste almeno dalla fine del XII secolo, ma la prima descrizione scritta è del 1599. La struttura e lo stile sono riconducibili al periodo tardo-medievale, e caratterizzate da un pregevole aspetto gotico-rurale. Fonti storiche e atti pastorali ci raccontano che la chiesa sorgeva in un'area originariamente circondata da pantani e paludi, e proprio la vicinanza a queste condizioni naturali esistenti nella piana Fondana, condizionò in maniera significativa la vita del complesso nel corso dei secoli.  

Nonostante il trascorrere dei secoli e l'isolamento, la chiesetta ha tuttavia conservato i suoi tratti architettonici originari: La facciata è sobria: due arcate ogivali, un pilastro centrale e la celletta campanaria sopra il tetto a spiovente. L’interno si sviluppa a navata unica, con archi a tutto sesto e volte a crociera, rispettando la semplicità funzionale tipica delle chiese dedicate ai pellegrini. Sulle pareti interne sopravvivono frammenti d'intonaco dipinto con immagini sacre e santi protettori, pensati per offrire conforto spirituale ai viaggiatori.

Così, tra il silenzio di una piana che un tempo sapeva di paludi e l'eterno scorrere della Regina Viarum, la chiesetta di Santa Maria del Soccorso continua a compiere il suo antico destino. Non solo un monumento di pietra e fede gotico-rurale, ma un confine liquido tra i secoli: con quelle due porte spalancate in direzioni opposte, pronte a raccogliere i passi di chi andava e di chi tornava. Un rifugio silenzioso dove il tempo sembra essersi fermato, e dove i volti sbiaditi dei santi protettori vegliano ancora oggi, in eterno ascolto di chi attraversa la storia.

Versione video qui

 

domenica 20 settembre 2026

Giovanni Gulino



Giovanni Gulino nato a Ragusa nel 1990 e residente a Marina di Ragusa. Affetto da tetraparesi spastica dalla nascita. S'avvicina alla poesia a 15 anni pubblicando due libri donati a parenti ed amici "Giovi's dream" 2008",  "Gabbiani" 2012.

Consegue il diploma al liceo delle scienze sociali ex magistrale nel 2010. E' attivista, per i diritti di persone con disabilità. Nel maggio 2025 è  uscito il suo terzo libro di poesie. Frammenti di cuore: riflessioni di un aspirante poeta.

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Sul giaciglio della tua bocca


Ti ho sfiorata con un bacio
sul giaciglio della tua bocca,
colmando echi, di solitudine e silenzio.
Legato a te, come il tralcio
rimane legato alla vite,
con un soffio d'ali afferro
una tua ciocca di capelli.
Leggera danza
fra le tue labbra,
e germoglia il tuo sorriso.
Sul giaciglio della tua bocca
trasuda l'alba, d'un mattino
di fine estate.
Vivi in me, con me dentro me
incarnata nei meandri,
dei miei pensieri.
Fuorviante è lo spasimo
della mia anima, incenerita
dalla pena d'un amore,
che sa di eterno e d'infinito.

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Cuore di Poeta


Effluvio di note e colori
sul far della sera, narrano
la sinossi del cuore.
Aggrovigliato nella meraviglia
il mio cuore di poeta,
è un'esteta di bellezza.
Con un tratto di penna
orna paesaggi dell'anima,
fra silenzi ondeggianti di malinconia.
Spazza via i turbamenti
nello scorrere delle correnti marine,
il fascino non ha confine
per il cuore di un poeta.
Sul foglio ricopro una crepa
mentre la mia anima,
canta inni di lode, inneggiando pace.
Guernito di saggezza
riscopro la tenerezza,
nel sorriso tuo bambina.
Cammino per sentieri sinuosi
in compagnia delle dolenti note
sono i tuoi occhi meravigliosi.

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giovedì 17 settembre 2026

Anna Rita Mattei


Anna Rita Mattei  è un’artista poliedrica la cui sensibilità nasce dall’unione inscindibile tra musica, poesia e pittura. Diplomata in pianoforte al Conservatorio S. Pietro a Maiella di Napoli nel 1976, ha consolidato la sua carriera artistica con corsi di perfezionamento, come pianista accompagnatrice presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma e successivamente come Docente di Musica nell'istruzione secondaria di I grado. Fin da bambina amava dipingere vincendo, a 9 anni, un concorso di pittura. 

La sua pittura, oggi, è definita un "pellegrinaggio dell’anima", si distingue per una tecnica gestuale ed emotiva: l'artista accarezza la tela dipingendo con diverse tecniche, ma quasi esclusivamente con le dita.

Unicità della produzione: Ogni opera pittorica è costantemente accompagnata da un componimento poetico originale dell'autrice, creando un'esperienza sensoriale completa che fonde immagine e parola in un dialogo volto alla ricerca di pace e introspezione.

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La lacrima del poeta

 

La lacrima del poeta

corre via come ruscello

lungo i solchi rugosi del viso

e come rugiada

si adagia gentile sul labbro

 

Lacrima dolorosa,

macchiata d’inchiostro

che come legna infuocata

scrive nell’anima fino ad arderla

di struggente passione.

 

Lacrima silenziosa,

che come piuma ondeggia,

danzando nel vuoto

della malinconia fino a perdersi

nell’estasi di un amore.

 

La lacrima del poeta..

Umile e preziosa,

come scintilla eterna si leva in cielo

e chiusa in uno scrigno divino

grida la sua vittoria.

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Vorrei essere


Vorrei essere un gabbiano

spirito sperduto in un cielo vibrante

che a colpi di ala

lascia cadere dolori inespressi

e sguardi amari.

 

Vorrei essere un gabbiano

per volare verso il sole

rubare il calore e lasciare

che scorra sull’anima

come stagno fuso.

 

Nell’oscuro cielo

la mia mente prende il volo

tra incanti misteriosi e seducenti

mentre il vento mescola anime perdute

e ricordi d’amore.

 

Sono figlia di una sbiadita speranza

salpata su una nave di ricordi,

figlia di alberi che piangono

al fuggire delle foglie,

figlia di un fiocco di neve

che si scioglie e muore.

 

Dov’è la vita che sognai !

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