Uno dei miei idoli calcistici preferiti durante mia giovinezza è stato senz’altro Andrea Carnevale. Non perché io fossi tifoso del Napoli, e neanche della Roma, principali squadre di calcio in cui ha militato. In realtà, strano a dirsi, semplicemente perché la sua terra d’origine, quella di Monte San Biagio in provincia di Latina, è anche la mia. I miei genitori infatti erano entrambi originari, da qualche generazione, proprio di questo comune rurale del sud pontino.
Quando ho saputo della pubblicazione di un libro intitolato “Il destino di un bomber” dedicato alla sua vita scritto a quattro mani con l’amico
e stimato Giuseppe Sansonna, autore e regista in RAI, ho iniziato a inseguire il sogno di poterne parlare con lui attraverso un'intervista. Così, non è stato difficile intavolare una conversazione con entrambi e parlare di fatti sportivi, ma anche tragici di vita privata, di cui lo stesso Andrea ne aveva già resi noti alcuni aspetti in altre trasmissioni televisive.
Ebbene, il mio sogno si è realizzato grazie in "primis" alla
disponibilità di Andrea, persona straordinaria dal punto di vista umano e di
grande sensibilità e poi, grazie anche alla generosità di Giuseppe Sansonna il quale,
formulata la proposta, non si è lasciato certo pregare. Insomma ne è venuta fuori
una chiacchierata dove il lato umano ha prevalso su quello squisitamente formale, e volendo, anche sportivo.
Andrea Carnevale ragazzo semplice del sud pontino ha continuato nonostante tutto a credere ancora che la propria strada fosse in una sola direzione rispetto a ciò che aveva visto e vissuto e oggi la racconta, convinto che serva farlo in questa nostra società, identificandola - a ragione - quale valido strumento di contrasto e di sensibilizzazione nei confronti di un fenomeno - quello del femminicidio - in costante e preoccupante crescita.
Il Destino di un bomber è un libro che fa riflettere, una
storia che arriva dritta al cuore, dove Andrea sta giocando un’ulteriore
partita impegnativa: quella contro la violenza.



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