mercoledì 24 novembre 2021

PAV Edizioni: nuova sede, nuove iniziative

Manca pochissimo ormai: domenica 28 novembre, l’associazione culturale PAV edizioni avrà la sua nuova sede a Castelchiodato (RM). Dalle ore 16,30 infatti avrà luogo l’inaugurazione della nuova struttura in via Meucci 4.

Nell’arco di pochissimi anni, questo gruppo di appassionati di libri e di lettura, fondatori di una realtà ormai consolidata nel panorama editoriale italiano, è cresciuto in maniera evidente. E lo ha fatto incorporando un numero sempre crescente di autori; incrementando il numero di opere da pubblicare e organizzando eventi in giro per l’Italia fungendo da vero e proprio collante tra fruitori della buona lettura e ambiziosi autori con la voglia di farsi conoscere.

Una sorta di grande famiglia quella di PAV, la cui forza, oltre alla determinazione nella realizzazione dell'ambizioso progetto di diffusione della cultura, è espressa anche da una semplicità organizzativa e dall’intento - pur sempre oneroso - di promuovere opere senza alcun contributo: non poco in un mondo come quello dei libri.  Un gruppo, quello capitanato da Aurora di Giuseppe, in cui editore e autore lavorano in piena sinergia nel comune intento di proporre spazi sempre maggiori a libri e cultura.

Naturalmente, tutto questo ha richiesto un vero e proprio incremento, sia strutturale, sia nell'ambito delle risorse umane, ed è per questo che si è resa necessaria una sede commisurata alle esigenze attuali. Non solo quindi, motivi di ordine pratico, ma anche l’istituzione di nuove importanti novità, prima tra tutte, quella di una biblioteca propria. Si, proprio così! Nella nuova sede di Castelchiodato, si potranno prelevare in prestito libri proprio come nelle biblioteche comunali, oppure, restare in sede e godersi una buona lettura in pieno relax.

Ma non è ancora tutto: dal prossimo gennaio 2022, avranno luogo dei corsi di scrittura e lettura per tutti i ragazzi dai 12 anni in poi che vorranno conoscere più da vicino le tecniche per poter raccontare una storia, o lasciarsi coinvolgere nella scrittura di una toccante poesia.

I miei migliori auguri quindi al nuovo corso di PAV edizioni.

martedì 16 novembre 2021

La poesia: canzone dell'anima

 Solo la poesia possiede la chiave per entrare dentro le emozioni e tra i suoi versi, le verità nascoste si rivelano



Bisogna riconoscere che spesso è assai difficile raccontare le storie che nascono spontanee dalla nostra coscienza. Soprattutto, quando quest’ultime risultano avere un epilogo finale deludente: vuoi per motivazioni attinenti all’attività lavorativa; vuoi per incomprensioni o malintesi nella sfera sociale o peggio ancora, scaturito da un amore.

Tuttavia, tutto diventa facile quando invece è l’evento lieto a vellicare l’anima. Ebbene, se risulta essere più facile esprimere gaie sensazioni, tra l’altro condivise con piacere in funzione della quale viene soddisfatta una precisa volontà, lo stesso non si può dire per gli eventi opposti, ancorché comunque raccontarli, potrà non azzerarne la manifesta delusione, ma quantomeno mitigarla, attraverso un atteggiamento che le ponga sfida mediante una reazione. E come potremmo farlo se non attraverso una sana e coraggiosa condivisione? 

Nel bene, ma soprattutto nel male, tale soluzione è appagante nel primo caso, liberatoria nell’altro. Ed è proprio la poesia a volte, il mezzo attraverso il quale far viaggiare le nostre intime passioni svelando appunto i nostri inviolabili segreti che come detto, sanno cavalcare le onde della gioia, ma anche navigare lungo rotte oscure.

"Segreti Svelati", è una raccolta di poesie che nasce da un'attenta selezione di momenti unici e intensi che ho vissuto. Un’accurata descrizione dei miei stati d’animo in relazione a determinati momenti e circostanze. Ma è anche una proposizione in prima persona nella stesura dei testi.

I segreti fanno parte di un mondo sconosciuto, sono molto spesso inviolabili e profondamente personali e in questo libro svelo i miei, liberi da ogni pregiudizio.

Sentimenti come nostalgia, amore e amicizia, legati a natura e vita quotidiana, vengono descritti con meticolosa cura dei dettagli, in un contesto dal sapore antico e primordiale. Poesie dal sapore universale in cui ognuno potrà scorgere e trovare tratti della propria vita.

"Segreti Svelati" (David & Matthaus edizioni 2015) può essere acquistato richiedendolo all'indirizzo email: viniciosdicrescenzo@gmail.com 
ISBN: 9788869840029. Collana: ARTeMUSE

sabato 13 novembre 2021

In "Oceano di Sensi", intrecci passionali

Una bella storia quella che Maria Teresa De Donato ci racconta in "Oceano di Sensi" che, come ben descrive il titolo, rappresenta per Claudia, la protagonista, una distesa sulla quale trovano posto non solo intrinseche passioni, esuberanti fiammate di attrazione dalle quali sgorga limpido un amore illimitato, ma anche seppur marginalmente, malinconia, tristezza e delusione. Il tutto, racchiuso in un tripudio di sentimenti paralleli: ora colorati di magia; ora colmi di malinconico sconforto.

In un’Italia in fermento tra i due conflitti, e sotto l’influsso di eventi storici, causa di un continuo rimodellamento delle politiche adottate a margine delle quali anche la libertà della comunità italiana in Libia – seppur in parte - è costretta ad assorbirne i disagi, Claudia trova un amore che si rivela in tutto il suo splendore. Un amore che desidera nutrire ardentemente e che lei stessa considera infinito e coinvolgente.

Nel fiorire della sua giovinezza, impara ad adorare la terra libica nella quale vive. Respira la sua natura, tipica di un territorio dal sapore mediterraneo di cui ben presto si innamora e nella quale incontra un futuro intriso di eventi e circostanze non sempre convergenti verso una felicità serena. Ma Claudia non perde mai il coraggio di continuare a vivere, né si abbatte nel cruento scontro con la verità che a un certo punto le si mostra cruda. Continua invece il suo cammino senza patire oltremisura le intemperie di un’esistenza a volte non riconoscente, ancorché apparirà comunque a tratti anche ricca e affascinante.

Impara sulla propria pelle quale volto nasconda la delusione e il dolore nella sua esistenza, quando sono gli infausti eventi a modificarne il cammino naturale. Resta aggrappata al valore della famiglia, a quello dell’amore e a quello della fede, quando con questo termine si vuol accedere anche al rispetto di un principio morale, cui fa seguire una naturale inclinazione verso un senso lodevole di pace: sia con gli altri, che con il mondo intero.

Una storia che racconta di come l’essere umano sia vittima a volte di inaspettate dinamiche difficili da capire e interpretare, ma anche sovrano assoluto del proprio futuro attraverso le proprie decisioni che la sorte, potrà permettersi di modificare solo in parte.

Claudia è una donna anche del nostro tempo, una donna che dalle fatiche della sopportazione e dalla speranza trae vigore, coraggio ed esperienza. Esprime intensa passione e dona preziosi rifugi per ogni cuore le mostri calore. Claudia, non si perde dentro i cunicoli dell’incertezza e forse, neanche tra quelli fulgenti di false ingannevoli atmosfere.

Il romanzo, docile, tenero e scorrevole nella sua espressività narrativa è acquistabile qui e, per coloro che volessero approfondire la conoscenza dell'autrice, sono a disposizione i suoi canali conoscitivi a questo link

Inoltre, è possibile prendere visione di un'interessante intervista concessa al sottoscritto qualche tempo fa e reperibile a questo link.

Buona lettura!




lunedì 8 novembre 2021

 Le immagini che l'arte della poesia riesce a illuminare


Ci sono momenti in cui il primo desiderio è quello di rifugiarsi dove esista un riparo che riesca lenire – seppur in parte – i dispiaceri e le avversità che la vita spesso infligge alla nostra esistenza. Ma esistono anche momenti in cui si cerca un modo per agguantare istanti di purezza per mezzo del candido fluire dei pensieri, attraverso la lettura delle voci, alle quali l’anima presta il suo consenso. Una dimensione, che riesca a farci percepire un nuovo sentimento fatto di emozione e da un respiro nuovo di ottimismo e carica interiore. 

La poesia, spesso capisce qual è il momento giusto per entrare nella vita di ognuno e in questi contesti, assai frequenti nella società contemporanea, può risultare la terapia adeguata per uscirne senza danno.

In questo arduo compito si impegna con tenacia e ambizione anche la mia raccolta poetica “Vernice damar”, edita da Ensemble edizioni. Raccolta, che contiene 70 poesie e che risulta essere un vero e proprio inno alla natura.

Una buona parte dei componimenti contenuti nella silloge sono dedicate infatti alla natura nelle sue svariate forme, le rimanenti, ai sentimenti umani quali amore, amicizia, nostalgia etc.

Ma Come nasce questo curioso titolo?

Chi conosce il mondo della pittura, in particolare della pittura a olio, sa bene che esiste un fluido di finitura chiamato appunto vernice damar che ha il compito, a dipinto ultimato, non solo di proteggere l’opera attraverso la creazione di una pellicola di protezione che preservi la qualità delle tinte nell’immagine proposta, ma anche quello di ravvivarne ogni colore illuminando di brillante luce l’intera immagine raffigurata.

Bene, io ho voluto usare questo titolo per porre in evidenza come la poesia, in fin dei conti, sia la vernice damar della letteratura, come la poesia, sappia esaltare ogni carattere portandolo allo splendore che proprio la poesia vera vuole e che desidera.

Ringrazio il giornalista in RAI Gianni Maritati per la competente e gradita prefazione a questa raccolta poetica.



"Vernice Damar" (ed. Ensemble 2019), può essere acquistato qui

ISBN: 9788868814168. Collana: "Alter".


domenica 7 novembre 2021

Quando il percorso della vita sposa la ricchezza dei valori e delle emozioni

 

La poesia di "Triticum"  
(Contrappunti leggeri e condivise armonie tra le spighe di grano e le ardite passioni)


Chi scrive poesia sa bene dove andare a cercare l’ambiente adeguato affinché i propri pensieri possano acquisire un’anima e un corpo. Di solito, ci si rifugia dove non vi sono distrazioni, né tracce di vita reale, oppure, dove esista la certezza che qualche elemento a noi caro, possa vellicare le sensibili corde del cuore e stimolarle a parlare. Ma perché tutto questo? 


I poeti hanno spesso bisogno di rimanere soli, certamente, non reclusi dentro una stanza dove le mute pareti non hanno parole, e sono incapaci di creare atmosfere ma fuori, nel mondo, con tutti i suoi elementi. La natura sa trasformare ogni oggetto, ogni essere vivente, ogni  elemento la componga in qualcosa di unico, e spesso, basta questo a stimolare un’anima che cerca ispirazione ed emozione. 

La mia campagna, quella della mia terra pontina, è ricca di questi elementi: è una della cose che adoro di più, assieme al mio mare che ho sempre nel cuore e al quale dedico i versi più forti. Una campagna dicevo, che soprattutto d’estate diventa energia dai colori più intensi, colma di sole, di odori e di fresche serate. E proprio passeggiando lungo i sentieri in un torrido pomeriggio estivo, mi ritrovai davanti una distesa dorata. Filari di spighe che il vento faceva ondeggiare e che dalla mia prospettiva sembravano un oceano d'oro lucente e fluttuante. 


Solo un momento è bastato! Osservare la quiete, ascoltare il silenzio e il rumore del vento, sono valsi più di mille momenti reali. Così, è nata la poesia di "Triticum",  dai contrappunti leggeri e dalle armonie condivise tra le spighe di grano e ardite passioni. Si, contrappunti! termine derivato dall'uso proprio della musica del sec. XIII, di mettere una nota contro l'altra "punctum contra punctum", che nella prassi musicale odierna designa l'arte di combinare con una certa melodia una o più melodie. Una  unione sperimentale di emozioni e messaggi interiori che si combinano tra loro, dando luogo a un più raffinato e omogeneo risultato. In questo caso, le armonie melodiche e pacate della poesia sposano  la leggerezza dei campi di grano e dei loro silenzi.

Per questa mia sesta raccolta ringrazio PAV edizioni che ne ha curato la pubblicazione “sfornando”, dai suoi laboratori, un elegante e raffinato volume, nonché  la giornalista in RAI Carla Cucchiarelli che ne ha curato invece la prefazione. 

"Triticum" (PAV Edizioni 2020) può essere acquistato qui

ISBN: 9788831307802. Collana: "Aonia".



"Assoli"! La voce del poeta sulle note del mondo

 "Assoli"


La natura, le profonde riflessioni e i sentimenti, viaggiano paralleli lungo il corso della vita, allacciati da vincoli di sopravvivenza e da un tempo che abilmente li collega, intrecciandoli tra loro come fossero elementi di un'orchestra dall'unico corpo. 

Un'orchestra, che crea la giusta melodia per ogni intima espressione. Un'orchestra, che che accompagna ogni istante della vita tramite la quale, molto spesso, nasce l'esigenza di emergere per costituire un momento in cui ci si ritrova con se stessi, protagonisti assoluti della propria massima espressione.

Nasce allora un "assolo"! Un assolo che impreziosisce e arricchisce, con le sue note raffinate la composizione che gli elementi naturali hanno già inventato con maestria e dedizione. Un assolo che esalta quella melodia che esonda dalle righe dell'anima e che, esuberante, racconta la propria intima poesia.

Questa raccolta di poesie si divide in tre distinte sezioni attraverso le quali descrivo le mie impressioni percettive, affrontando temi che risultano essere parte integrante dell’esistenza di ogni persona.

Attraverso questa raffinata forma espressiva, narro della natura e dell’amore. Natura, senza la quale non potrei dare voce ad alcuna sensazione.  Una natura che “imprigiona” con le proprie meraviglie ogni sensibile attenzione, che sposa dolcemente ogni osservazione catturata e che si libera soltanto attraverso la parola. 

E poi l’amore! Amore inteso come desiderio di bene e pace nel quale confluiscono affetti, amicizie e luoghi. Amore per la donna o l’uomo della nostra vita, per un oggetto o per la nostra terra. Amore per una madre o un padre che ci hanno generati e poi lasciati soli. 

Un’analisi a tutto campo attraverso gli elementi che ci accompagnano ogni giorno e che sospingono ogni timida emozione verso il proprio apice spontaneo e naturale. Un'indagine volta a percepire quali siano e come nascano tutte quelle forme di pensiero che attraverso i sentimenti diventano poesia.

"Assoli" (Le Mezzelane Edizioni 2016) può essere acquistato qui

ISBN: 97888999964139 . Collana: "Ballate




domenica 31 ottobre 2021

Spirali di quiete

 Chiocciola di pioggia



Mi fermavo spesso a guardare la pioggia col suo odore di fango ammassato sui lati della mia strada di pietra e di breccia. 

Ascoltavo il suo lieve rumore leggero e continuo, mentre scendeva dai rami, mentre affogava ogni sua goccia nel piccolo e stretto ruscello. 

Gli occhi socchiusi mentre osservavo quale fosse la nube più nera e le pozzanghere colme nelle quali poter passeggiare. E mentre i miei passi vi si immergevano dentro, decine di chiocciole fuori dall'erba. 

Il timido corpo sembrava una slitta sopra la neve, pronto a rientrare nel suo fragile e angusto riparo al primo brusco impedimento. 

Non posso scordare le volte - ed erano tante -  in cui le toglievo dal centro della mia via per riporle fra l'erba bagnata e la terra dal fresco profumo di pioggia.

sabato 23 ottobre 2021

Le poesie che raccontano la guerra

 "Alle fronde dei salici"


Quanto aspra e crudele può essere una guerra? 

Gelo dei cuori, respiri appesi al filo d’una vita, che tra le urla di dolore e morte vale molto meno di una lacrima che solca la guancia sporca di pianto e di atroci sofferenze. E il poeta, non ne riesce a cantare nessun verso, dacché proprio perché tale, avverte con maggior impeto l’impatto devastante dentro il petto. 

Terremoto che scuote l’anima sensibile che non lo sa schivare, ma che passiva, ne subisce ancor di più la forza bruta. Terremoto che toglie la voce; che stordisce e acceca ogni futuro. 


Q
uesto il senso di un componimento che Salvatore Quasimodo ha chiamato “Alle fronde dei Salici”. Come può un poeta raccontare sensazioni in un contesto di atroce sofferenza. Qualcosa di più grande lo impedisce ed è la guerra.


Alle fronde dei Salici

 

E come potevano noi cantare

con il piede straniero sopra il cuore,

fra i morti abbandonati nelle piazze

sull’erba dura di ghiaccio, al lamento

d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero

della madre che andava incontro al figlio

crocifisso sul palo del telegrafo?

Alle fronde dei salici, per voto,

anche le nostre cetre erano appese,

oscillavano lievi al triste vento.



martedì 19 ottobre 2021

Un pugno di sale...ma che non fa male

 Siamo soli


Chi di noi, almeno una volta, non si è trovato a dover fare i conti con situazioni che hanno messo a dura prova emozioni e sentimento, in balia di certi avvenimenti naturali? Beh, se ci pensiamo bene non è poi così difficile che accada. Anzi, al tempo d’oggi, la natura ce ne fornisce un buon elenco, pur nella speranza che eventi come il terremoto o l’eruzione di un vulcano per citarne alcuni, che pure sono manifestazioni naturali ma pericolose per la nostra vita, non accadano troppo di frequente.


V
ero anche che alcuni accadimenti intorno a noi sono frutto di casuali circostanze, oppure, sfuggiti alla ragione umana e spesso figli del delirio. Ma vi sono anche circostanze naturali non poi così cattive: un mare in tempesta, per esempio e per rimanere in tema, ci inchioda spesso al suo cospetto, manipolando con destrezza i nostri sentimenti; facendoci ascoltare la sua grossa voce e riempiendo l’atmosfera di dolce turbamento. 


A
ll’interno della mia quinta raccolta poetica “Vernice Damar” da Edizioni Ensemble,  v’è infatti una poesia dedicata al mare intitolata “Siamo soli”. Lirica che che cerca di leggere i pensieri di un fedele suo seguace, accorso a lui per ritrovare la sua forza e il suo coraggio prima di morire.





Siamo soli

 

Siamo soli immenso mare,

io e te, sotto le nere mani delle nubi.

 

Mi confondi mentre osservo

l’orgogliosa tua ferocia

nello schiaffeggiare il tuo giaciglio.

 

Mi frastorni nel giudicarti violento e cupo

dalle spumeggianti creste urlanti.

 

Resto imbrigliato nella tua risacca che mi turba

mentre m’illudo di poter fuggire

dal tuo schiaffo di gelido sale

ma lo ingoio mentre il mio respiro muore.

 


sabato 16 ottobre 2021

Ogni alba possiede una propria identità davanti ai sentimenti

 Solitudine


Due sono i momenti intensi da considerare dentro una giornata. Momenti, che più di altri fanno salire l’angoscia e lo stupore nello stesso tempo: l’alba, che ci coglie sempre di sorpresa, ancora ammantata del sonno della nostra notte e della natura; e il tramonto, tripudio di colori e di malinconiche visioni, nello scoprire quanto poco basta per vedere il sole inabissarsi, e con esso, anche crescere le ombre. 

Sono assai distanti questi due momenti ma entrambi, hanno uno spirito comune, una somiglianza che quasi li confonde. 


Libero de Libero
, poeta pontino nel cuore, fondano nell’anima, con la sua poesia "Solitudine", si rivolge all’alba, a questo istante così tanto prezioso e repentino, dacché coglie la freschezza dell’aurora senza trucco, ancora sfatta e con quei doni che proprio nella solitudine si possono apprezzare più d’ogni altra cosa. Le sue visioni sono fotografie d’un tenero sorriso, che il nuovo giorno mostra ancor prima del suo sole ancora in grembo.

 

Solitudine

Mi fa immemore la fronte quest’alba

nello stupore di foglie cominciata

E tutto obbedisce al suo gesto

Che al bosco d’agrumi finge un’accorta pace

Ma non guarisce il salice discinto dall’acqua

Impassibile come biscia

È traccia d’uccelli nell’aria

E segna, a memoria di monte un’unica nube.

Timida vanità dell’alba

Per un esile mattino

Che il giorno muta

In arido splendore.



Con Wyrd per continuare una cultura musicale di razza

 

Normalmente in questo blog tratto solo temi riguardanti la lettura, i libri e soprattutto la poesia. Tuttavia, in questa circostanza, considerando  la mia passione anche per la musica, e per il progressive rock in particolare, ho sentito il bisogno non solo di condividere con voi una partecipazione emotiva verso questo genere musicale che prediligo da sempre, ma di segnalare anche un ottimo lavoro in questo settore che fortunatamente ancora regge, ancorché insidiato dal "consuma e fuggi" a beneficio di un politica mercantilista innanzitutto: il settore specifico del vecchio caro progressive-Rock. 

Del resto, anche la musica, come la scrittura, è un’arte che si nutre di creatività, di fantasia, di sensibilità e di talento, per cui ritengo le due forme espressive non solo affini, ma saldamente accomunate nel perseguire l’ottenimento di ciò che si propone: vale a dire stupore e meraviglia.

Parlo di “Wyrd”, l’ultima fatica - se così è lecito dire - del caro e stimato amico Roberto Vitelli e dei suoi Ellesmere.

Dopo aver ascoltato attentamente e più di qualche volta “Wyrd”, terzo lavoro di Roberto Vitelli, ideatore e fondatore del progetto "Ellesmere", e averne sedimentato le sue cinque tracce dalle quali emerge un gusto  ricco di particolari suggestioni, sono pienamente in grado di poter esprimere ciò che con prepotenza si afferma al netto delle emozioni naturalmente rese, e che l'opera stessa traina a livello percettivo. 

Sono sonorità libere che si rincorrono sicure senza mai perdere il filo conduttore del tema cui sono agganciate, e che lungo il corso dei suoni, si legano a corali voci, delicati ingressi di freschi approcci strumentali che conducono negli anfratti di intermezzo, preludio alla prossima atmosfera che spiazza e che sorprende.

Un’"opera d’arte", perché tale è la sua catalogazione nei miei gusti, che si destreggia abilmente tra roboanti atmosfere cariche di energiche pressioni e delicati spazi, ove s’incrociano armoniche strutture che fluttuano sicure nel trasportare i sensi.

Collaborazioni d’eccellenza inoltre, tante, a impreziosire la già solida struttura attraverso armonici interventi, che conferiscono un carattere polistilistico e originale all'intero album attraverso raffinate trame ben amalgamate.  E ancora, la ricerca della perfezione dei suoni e degli arrangiamenti, fanno di "Wyrd" un misto di sonorità riconducibili per timbriche e assonanze, a suggestive dimensioni che coinvolgono ogni senso; senza mai perdere di vista l’identità progressiva che lo distingue e che lo definisce, con preziosi innesti perfettamente combinati in un contesto univoco e originale.

Chi sa individuare l'anima vera della musica dentro una composizione, si renderà subito conto di come assemblare fantasia e invenzione, progetto e frutto che ne nasce, sia un’operazione  che solo l’ingegno di un vero musicista può portare a compimento.




 

 

 

martedì 12 ottobre 2021

Tra il sole e il mare

 Solitaria conchiglia


Osservare il mare non è mai una soluzione che appaghi appieno la nostra voglia di scoperta, e più se ne resta affascinati, più si cercano in lui emozioni nuove. Credo accada di frequente  non saper sopprimere la voglia di avvicinarsi al mare il più possibile. 

È chiaro quindi, che appare assai difficile resistere al suo richiamo: a volte fragoroso, a volte delicato.  E quando siamo al suo cospetto ci fa omaggio d’ogni suo figlio naturale, soprattutto di conchiglie. 


E
proprio le conchiglie con le loro tinte e le loro forme rappresentano la cornice ideale per il suo blu striato. Quelle conchiglie che della vita hanno conservato solo il loro debole riflesso 

 

Solitaria conchiglia

 

 

E poi tu, rosa conchiglia già dall’onde levigata,

sola tra i ciottoli venati di brezza,

adagiata inerme sulla fresca sabbia umida di sale,

e sospesa, tra il fragore delle onde ed il sole che ti arde.

 

E mentre, sazia ormai di rispecchiarti ancora dentro un cielo colmo di calore,

arriva a ritemprare le venature tue

quel getto tiepido e spumoso.

 

Rassicurante braccio del tuo mare,

sostanza ed anima della tua creazione.

 

E sola, ancora sola resti

finché sepolta dai venti dell’autunno,

tornerai nel cuore del tuo immenso mare.

 



domenica 10 ottobre 2021

L' Autunno riflessivo di Vincenzo Cardarelli

 Autunno


Certamente, v’è un affascinante ipotetico "ponte" dai ricchi colori, che incarna il passaggio tra la luminosa estate e il grigiore dell’inverno.

Stiamo naturalmente parlando dell’autunno: da alcuni osannato quale tripudio dei sensi e dei colori, per altri, un triste declino che conduce al gelo dei mesi a venire.

De gustibus non est dispuntandum” come dire: ognuno ha diritto a godere di ciò che più lo aggrada. Tuttavia, comunque lo si voglia inquadrare, l’autunno, almeno nella poesia di Vincenzo Cardarelli, rappresenta non solo uno strumento di collegamento tra le due stagioni regine che da inizio  una  lenta e inesorabile trasformazione dell’intero paesaggio, ma in esso, intravede anche il declino della vita che volge alla fine, metaforicamente spesso associato a questa stagione.


Una serena riflessione su quanto natura ed esistenza sappiano viaggiare unite, ma su strade sicuramente parallele.

 

Autunno

Autunno. Già lo sentimmo venire

nel vento d'agosto,

nelle pioggie di settembre

torrenziali e piangenti

e un brivido percorse la terra

che ora, nuda e triste,

accoglie un sole smarrito.

Ora passa e declina,

in quest'autunno che incede

con lentezza indicibile,

il miglior tempo della nostra vita

e lungamente ci dice addio.



mercoledì 6 ottobre 2021

Le molteplici facce del mare

 Il mattino dei pescatori


Se esiste una categoria di persone che del mare, oltre a conoscerne ogni vizio e ogni virtù, ne hanno anche fatto uno  strumento di sostentamento, direi che questa è proprio quella dei pescatori. 

Non di certo quelli per cui la pesca è solo un passatempo: più per godersi qualche istante di relax che per necessità, ma per quelli che al mare affidano fortune, consumano sacrifici, e lunghe notti di pioggia, di freddo e di pene soprattutto,  quando il rientro all’alba non li ha ripagati del lavoro svolto. 


L
’altro aspetto del mare che viviamo è quello di un mattino dei tanti, così come visto da quegli uomini che ne sanno decifrare ogni messaggio, quei pescatori appunto, che ne raccontano impressioni e sensazioni dalla loro prospettiva. 

"Il mattino dei pescatori" - questa la poesia - è contenuta nella mia raccolta “Vernice Damar” edita da Edizioni Ensemble

 

Il mattino dei pescatori 

Mattino di ruggine corrosa sopra i ferri
di brezza e sciabordio sulle grezze creste degli scogli. 

Mattino di palme deturpate 
e di gatti senza pace. 

Mattino di pallide atmosfere,

e di orizzonti satinati.

Mattino di salati profumi

mescolati agli speziati odori dei fondali

a protezione di uno spirito che langue. 

 

Mattino che rincorre 

una malinconia che non vuol fuggire

tra le vele lacerate

e le speranze dei pescatori di fortuna

 



 


domenica 3 ottobre 2021

Il potere celato in un abbraccio

 Stringiti a me


Una delle cose che mi pare stia venendo sempre meno nella società attuale è il contatto fisico! La stretta di mano, il saluto con il bacio (comune tra l’altro a molti paesi del mondo seppur con lievi differenze), e soprattutto il caloroso abbraccio, sembrano atteggiamenti estinti, lontani anni luce dalla nostra quotidianità.

Se si parla poi di abbracci tra persone innamorate, ecco che il discorso si fa carico di mille sfumature. 

Si d’accordo, vero è che l’abbraccio può essere decodificato quale messaggio di pace, di riconciliazione, di riconoscenza e soprattutto, può essere un chiaro segno di bene e di concordia verso il prossimo, ma dentro questo gesto, quando a parlare è l’amore vero il messaggio è chiaro assai. Del resto, per comprenderne il significato sotto questa prospettiva basta saper interpretare la bellissima poesia “Stringiti a me” di Gabriele D’Annunzio.


U
n accorato invito nei confronti del suo amore a rendersi partecipe di un comune intento. Ad aprire il cuore, e lasciar da parte ogni tormento per cercar rifugio nella sua anima che attende.  Intima dimora, pronta e lenire ogni pena e sofferenza. Un inno che i sensi intonano quando il calore umano sposa il vero amore con un abbraccio forte.


Stringiti a me

Stringiti a me, abbandonati a me, sicura.

Io non ti mancherò e tu non mi mancherai.

Troveremo, troveremo la verità segreta

su cui il nostro amore potrà riposare per sempre,

immutabile.

Non ti chiudere a me, non soffrire sola,

non nascondermi il tuo tormento!

Parlami, quando il cuore ti si gonfia di pena.

Lasciami sperare che io potrei consolarti.

Nulla sia taciuto fra noi e nulla sia celato.

Oso ricordarti un patto che tu medesima hai posto.

Parlami e ti risponderò sempre senza mentire.

Lascia che io ti aiuti, poiché da te mi viene tanto bene!



mercoledì 29 settembre 2021

Quel silenzioso mare

 Le mie albe di mare


Ciascun individuo, nella propria sfera emozionale, racchiude una modalità davvero personale nell’approcciarsi al mare: chi lo ama a prescindere e senza riserva alcuna, e chi, diffidente, lo scruta solo da lontano. Chi vi si tuffa salando, per così dire, le proprie sensazioni di gioco e libertà, e chi lo considera un pericolo costante, dal carattere volubile e spesso capriccioso, in balia dei venti e delle onde.  

Tuttavia, nell’immaginario collettivo non vi sono molte differenze circa ciò che rappresenta e soprattutto riguardo come, la sua presenza nelle nostre vite, venga interpretata in certe circostanze.


S
pesso lo si immagina scorbutico e sgarbato durante la stagione fredda, sorridente e disponibile agli incontri quando è l’estate a condurre le redini del tempo.

Sta di fatto, che qualunque sia l’esito d’ogni nuovo incontro, il mare non ne esce mai sconfitto, ma piuttosto diventa spesso fonte di ricordi, di passioni e di stagioni che non torneranno ancora.

"Le mie albe di mare" non è solo il titolo d’una mia poesia contenuta nella raccolta “Vernice Damar” edita da Ensemble edizioni, ma la descrizione del mio modo personale di parlare al mare. Un mare che spesso mi racconta tante cose, pur rimanendo nel suo perpetuo e monotono silenzio tutto da ascoltare.


Le mie albe di mare


Solchi di barche sulla sabbia umida e spenta dalla luna.

 

Profondi,

come profonde sono le improvvisate geometrie  

che disgregano le maculate chiazze di briosa spuma.

 

Fluttuanti mulinelli di candore vinti dall’inerzia

sono quelli che con audace ardore,

omaggiano la mia pelle bianca.

 

Calpesto con coraggio il sapore dell’immenso.

 

Mi perdo nel suo ventre gigantesco e sparisco

ingoiato dall’oblio e dal suo sordo gorgoglio.

 


venerdì 24 settembre 2021

Maldestra fu la tartaruga

 La Tartaruga


Ogni essere vivente, sia esso umano oppure un animale, conosce bene per natura dove sono posti i propri limiti d’azione, superati i quali, potrebbe mettere in pericolo la propria esistenza.  Il guaio è che spesso le valutazioni sono errate! Vuoi per foga, vuoi per un superficiale calcolo su rischio e beneficio, ci si trova a volte a fare i conti con situazioni alle quali porvi rimedio diventa assai difficile e alquanto complicato. Niente paura tuttavia, stiamo parlando di poesia, e in questo ambito possiamo anche sbilanciarci sdrammatizzando, per esempio, sulla sorte di una pacata e lenta tartaruga, che proprio in questo errore cadde. 

Sull’incidente occorso al lento e corazzato rettile, ironizzò il romanissimo Carlo Alberto Salustri, in arte Trilussa, quando narrò di questa tartaruga, che nella disfatta riuscì a cavare l’unica nota positiva in un tragico momento.

Mi si perdoni la pronuncia, se incappo in qualche stecca, ma il romanesco ha un proprio cuore e un’anima, che strizza l’occhio solo a chi è romano di generazioni, e io lo sono solo nella mia.


La tartaruga

Mentre una notte se n’annava a spasso,

la vecchia tartaruga fece er passo più lungo

de la gamba e cascò giù

cò la casa vortata sottoinsù.

Un rospo je strillò: “Scema che sei!

Queste sò scappatelle che costeno la pelle…”

“lo sò” rispose lei “ma prima de morì,

vedo le stelle”.



martedì 21 settembre 2021

Soffi di mare

 Mareggiata


Se esiste un mondo dove far defluire ogni scoria che inquina la mente, questo è proprio il mondo del mare. Non ci sono stagioni per amarlo, né contesti in cui lo si possa metter da parte. Il mare è parte della nostra identità di popolo mediterraneo e con questo amico fedele, condividiamo la nostra esistenza, passata e presente. 

Non esiste posto migliore dove poter acquisire l’armonia nei pensieri, né possiamo ignorarlo quando ci chiama per farsi ascoltare. Al suo cospetto, si è quasi impotenti e il frastuono che pare assalirci quando è agitato, altro non è che la sua mano di spuma, tesa a lenire ogni fosco pensiero. Quando esige rispetto non mente nello sgorgare una rabbia che gli nasce dal ventre. La sua voce diventa arrogante, ma mite sentiero d’ascolto. Avara di pacata quiete, ma poi generosa quando con garbo, regala le proprie creature con la sua mareggiata. 

E "Mareggiata", poesia contenuta nella mia raccolta “Triticum” edita da PAV Edizioni, è l’attimo in cui è descritto questo momento di cieco vigore, dove ogni cosa perde il suo posto ed ogni posto può diventare una nuova dimora per ogni creatura cacciata dal mare.


Mareggiata

 

E sono ammassate a gruppi le conchiglie senza più compagno,

una sull’altra come i morti delle guerre.

 

Mai scampate alla persecuzione

delle riluttanti volontà marine

che le hanno vomitate sotto la tempesta.

 

Aspettano inermi che arrivi un’onda nuova,

prepotente e più aggressiva,

che le spogli degli aridi respiri di un’estate che sputa fuoco ancora.

 

E tra i miei passi rami intrisi d’alghe e di salmastri fiati

tra ciottoli venati di bizzarre tinte 

e sassi corrosi dalla salsedine perpetua.

 

Cerco ancora tra le dune che non godono di ritempranti gorgoglii

le orme che ho lasciato durante il primo viaggio.

 

Quelle orme diventate ormai rifugio

di conchiglie senza una compagna.

 "Triticum" può essere acquistato qui






domenica 19 settembre 2021

Riflessioni da una guerra

 San Martino del Carso


Si afferma spesso che le poesie più dense e struggenti sono state scritte nei momenti di grande intensità emotiva, quando cioè, colti dall’insicurezza del futuro, dal dolore e dalla malinconia più impetuosa, l’animo mostra la sua più cruda sofferenza affidandone l’espressione alle parole.

Ebbene, non v’è momento più tragico nella vita di ogni essere umano che combattere una guerra.

Distruzione, odio e una morte sempre pronta a impadronirsi della vita, mettono a dura prova ogni sensibilità umana sconvolgendone equilibrio, mente e corpo. 

Giuseppe Ungaretti, che una guerra l’ha combattuta e respirata, ne descrive tutta la crudezza in una poesia, tra le sue più celebri, intitolata “San Martino del Carso”, frazione del comune friulano di Sagrado, scritta nell’agosto del 1916 allorquando proprio la frazione di San Martino, offriva generosa resistenza all’Impero Austro Ungarico, che tuttavia la rase al suolo. Una chiara parafrasi che mette a confronto un piccolo borgo ormai ridotto a un cumulo di macerie, e la morte di coloro che al suo fianco combattevano un conflitto sanguinario.  

Nel dolore ritrova ogni croce nel suo cuore affranto che egli stesso eleva a nuova dimora, ancora più distrutta di quello che davanti agli occhi si presenta flagellata. A mio avviso la più pura e semplice espressione di quanto immediato e spontaneo sia ogni pensiero mesto quando è catturato da emozioni estreme.


San Martino del Carso


Di queste case

non è rimasto

che qualche

brandello di muro

 

Di tanti

che mi corrispondevano

non è rimasto

neppure tanto

 

Ma nel cuore

nessuna croce manca

 

È il mio cuore

il paese più straziato.

 


martedì 14 settembre 2021

Benvenuti sul mio Blog

 "Lettere maiuscole e lettere minuscole.

Catturate nei paragrafi o libere di spaziare dentro il foglio.

Lettere che volano leggere, posate ognuna al proprio posto.

Lettere dal carattere diverso, dall'inclinazione che le aggiusta, ma con la voglia di mostrarsi, di farsi leggere e ammirare.

Caratteri infiniti che colorano di nero ogni pagina del libro, ma che diventano arcobaleno di colori dentro le emozioni" 

Questo non è uno spazio solo mio, ma un'area comune dove condividere idee, opinioni e riflessioni sull'arte in tutte le sue forme; ma soprattutto, vuole essere area di scambio di esperienze letterarie.

Sostengo da sempre che la scrittura è stata una delle più importanti vittorie della civiltà. Essa e divenuta nei millenni di fondamentale necessità: non solo perché collegata al vicendevole scambio di dati e informazioni su ampia scala, ma soprattutto quale mezzo indispensabile a garantire una comunicazione chiara, inequivocabile e soprattutto comune. 

Inoltre, peculiarità assai importante è rivestita nell'ambito dell'arte, dove rappresenta il principale veicolo attraverso il quale condividere emozioni e sensazioni mediante la narrazione di racconti,  di romanzi e di poesie, ma anche attraverso pittura, musica etc. 

Tuttavia, narrativa e poesia, sono forme espressive la cui scrittura, risulta essere uno strumento indispensabile e prezioso a disposizione dell'autore. Rappresenta  potenza e forma nello stesso tempo, che impregna ogni nuova opera di una propria forza emozionale. 

Grazie ai primi popoli virtuosi, che nel 3300/3500 a.C. inventarono questa forma di comunicazione, siamo oggi in grado di poterci raccontare la storia del mondo e delle civiltà.