Molto recentemente ho avuto come ospite nei nostri studi
televisivi per il programma di Canale Cultura Multimedia Art projects
“ArtisticaMente”, l’artista Giuseppina Marrocchino in arte “Margy”. Debbo dire
che dal nostro incontro, piacevole e allo stesso tempo esaustivo nei riguardi del tema trattato, è scaturita una serie di interessanti spunti relativi all'arte in generale e non solo pittorica. La conversazione ha fatto emergere peraltro, quanto sia facile, quasi naturale per Margy, coniugare le normali azioni quotidiane alla pratica artistica. Il suo amore per la pittura infatti è talmente coinvolgente che lo vive senza soluzione di continuità dipingendo, spesso, anche durante il disbrigo delle varie attività quotidiane.

Giuseppina Marrocchino porta con sé, ovunque, il sole del nostro sud,
il calore della sua terra ricca di rigogliosa flora ma anche di tradizioni e
cultura millenarie. La sua Basilicata e soprattutto Palazzo San
Gervasio, piccolo borgo in provincia di Potenza incastonato tra le addolcite colline lucane dal quale proviene, sono elementi che in qualche misura pervadono in maniera sensibile e inconfutabile i
vari soggetti presenti nelle sue opere imprimendo loro, calde note dal sapore tipicamente mediterraneo.
Tuttavia, non manca di certo nel suo
repertorio un latente e inconsapevole riferimento all'antico: antiquitatis imago, si direbbe, laddove ogni traccia d'antico è però proposta e riprodotta sotto una moderna dimensione, attenta e incentrata al nostro tempo. Vi sono anche riproduzioni assai fedeli a stati d'animo, riferiti a fatti ed eventi della vita e del nostro mondo. Dolorosi spesso, ma
anche privi di sconforto in altri, laddove un'aura di piacere fiorisce spontanea e desta pace e distensione allo stesso tempo.
Il mare è spesso
presente, ma diventa nelle sue opere strumento che esprime passioni e dolore, gioia e rancori. Il suo mare, è un fondamentale elemento comunicatore: un sogno rubato a un bambino, il sereno
d’una giornata di quiete oppure, il rosso tramonto che stende la pace sono
passaggi d’umore e di stato, le cui radici si confondono con le origini proprie
e con le esperienze acquisite di vita vissuta.
Margy, la chiameremo giustamente così, inizia a dipingere
poiché attratta dall’arte in generale e per una dote innata. La sua è una continua
ricerca della perfezione e la tecnica preferita è l'olio su tela, non disdegnando tuttavia, di
usare tecniche diverse tra le quali anche l'acquerello. Il tutto finalizzato a meglio illustrare il suo pensiero, quella figura che la sua mente progetta e che vede già abbozzata nei tratti
essenziali. La sua è una pittura che parla e la sua voce, un lungo racconto che
si snoda lungo colori, tonalità, forme e giochi di luce.
E ancora, attraverso la tetralogia visibile a fianco, l’autrice racconta un
percorso fondamentale della sua vita: l’angustia dapprima patita, diventa via
via un nuovo sentiero verso quella rinascita che ogni individuo si augura
quando sente e percepisce una decisa reazione prendere forma nella coscienza. Una rinascita che non significa solo un nuovo respiro affrancato da
costrizioni e disfatte, ma che rappresenta una speranza, quella speranza alla
quale, sempre, ogni essere umano deve aggrapparsi per cancellare un cupo passato, ingiusto e troppo severo.
La pittura di Margy è la sua essenza, il suo fluire delicato
e sincero lungo natura e sentimento conditi di storie, illusioni, verità e
speranza. Una pittura che scandisce il suo tempo attraverso la semplice vita di
tutti i giorni; una pittura che occupa un posto importante nella sua vita,
tanto, che anche durante le attività quotidiane resta in costante lavorazione.
Moltissime sono le partecipazioni a mostre collettive e
personali, a testimonianza di una volontà forte di condivisione del proprio
pensiero, perché come essa stessa afferma: «Ogni volta è un'occasione unica per
condividere una parte di me; per lasciare che le mie emozioni fluiscano
liberamente attraverso i miei quadri, raggiungendo e toccando il cuore di ogni
osservatore». Una condivisione che la rende felice nel momento in cui chi volge
lo sguardo alle sue opere ne rimane colpito e ne percepisce frammenti della sua
anima pura e sincera che si esprime coi colori del mondo.
Molti sono anche i
riconoscimenti ottenuti dalla critica specializzata tra i quali un primo premio
al concorso "festa dell'arte", per aver interpretato in una estemporanea
un luogo storico e suggestivo del territorio di Spinazzola (Barletta-Andria-Trani); i premi “Leone d’oro" a Venezia, “Caravaggio”
a Bergamo e “Mercurio d’oro” a Cesenatico, nonché il premio “Star
dell’arte” di Los Angeles solo per citarne alcuni.
Come da sua stessa ammissione, lo scorso 2023 è stato l'anno della consacrazione, della maturazione piena ed effettiva, e partendo da questa solida base ormai costruita, Margy potrà soltanto continuare a dipingere opere che sapranno meravigliare e stupire.
Nessun commento:
Posta un commento