domenica 22 marzo 2026

"EPPURE ESPLORO LA FIORITURA DEI CILIEGI" Di Gabriela Silenzi e Diana Brodoloni

Un gioco. Un gioco che sa di antico: quello del telefono senza filo che collega passioni, sentimento, ed emozioni tra persone. Un gioco che nasce nel mondo acerbo d’una gioventù da costruire, ma che si abbandona già ad espressioni condivise, alla ricerca di contatti, di certezze e di sfide. Di sfide certo, perché “Eppure esploro la fioritura dei ciliegi” (Bertoni Editore), presuppone una versione del gioco in poesia, dove la sfida è proprio riprendere un cenno, una frase, un concetto, una parola, per continuare a raccontare storie personali, i diversi volti del proprio percepire, visioni e prospettive frutto dell’esperienza propria in un mondo dove tutto si disperde in fretta, alienato da un processo di precoce distruzione. 
E questo scambiarsi informazioni e sensazioni non rispetta una logica precisa ma una fede viva verso la purezza indefinita della poesia, dove tutto può variare o coincidere, allinearsi o essere tutt’altro, ma sempre conforme e fedele alle leggi della libera espressione poetica.

Gabriela Silenzi e Diana Brodoloni, autrici dell’opera in dittici poetici "Eppure esploro la fioritura dei ciliegi", vivono questa esperienza tuffandosi nelle loro vite, raccontandone fatti e sfumature, leggendo fedelmente la propria coscienza cavando da questa elementi rimasti vivi che danno colore alla parola, sensazioni indefinite che non placano la loro forza evocatrice ma che continuano a vivere insinuandosi nel corpo e nell’espressione dell’altra. E il risultato è un esaltante gioco, dove l’abilità nel comporre è profondità attraverso la parola mentre prende forma, man mano che la spiritualità si impossessa della pronuncia del sensibile animo delle autrici.

La raccolta poetica è metaforicamente un augurio di rinascita che attinge il senso dalla fioritura dei ciliegi, vista e considerata come preciso istante in cui delicatezza e forza si fondono in un contesto di speranza e dono da sfruttare. Essa, è un susseguirsi di eventi, di sensazioni e immagini che rifuggono dalla chiarezza esponendo invece un’oscurità palpabile che si addensa nel richiamare forme e contenuti attraverso l’abile uso di figure retoriche. Il mondo immaginario qui proposto, lo è solo in parte, costruito su fondamenta solide, dove il verso pone un verbo scolpito e definito, l’aleatorio mondo disegnato attraverso l’efficace manipolazione della parola sembra vivo, incarnato da una realtà che si rivela piacevole dicotomia tra senso e assuefazione, tra vigore e delicatezza.

“Passa per la pialla/ il sangue delle cose/resta scuro nelle vene/ un tronco mozzo” scrive Diana. “Un tronco mozzo / avanzato alla onde / è li sulla spiaggia/ mi è caro ciò che resta” risponde Gabriela. Due direzioni che convergono nel pensiero e in un comune sentimento che riesce ad apprezzare anche le asperità che questo mondo infligge, ma viste in un contesto filosofico dove emerge la consapevole certezza che ogni materia è destinata a distruzione, ma vista e interpretabile attraverso un paradigma di elementi soggettivi, oltre che come evento che coinvolge emotivamente ed evoca dolore.

Un delicato rincorrersi tra velate immagini e nitide visioni, tra ampi panorami e minimi dettagli dove la differenza è resa dalle sfumature, sempre eterogene, che  restituiscono l'essenza dell'interpretazione  garbatamente femminile laddove è la voce dell'anima a parlare. 

Una comunione di cuori e di parole che nella sua sacralità spirituale diffonde ed effonde il valore della poesia più pura, più intima e spesso, per questo, intrisa di un piacevole mistero che coinvolge e avvolge affini essenze personali.


"EPPURE ESPLORO LA FIORITURA DEI CILIEGI" (Bertoni Editore)

  • Pagine 74:
  • Pubblicato 8 aprile 2025;
  • ISBN: 978- 8855358958
  • Formato: cm. 14.5 X 20.5




 

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