sabato 18 luglio 2026

Federica Sanguigni

 


Federica Sanguigni è nata a Fondi, dove vive e lavora. Si definisce lettrice appassionata e amante della poesia. Ha pubblicato due sillogi poetiche: “In cammino” e “È una strada impervia” e la raccolta di racconti e poesie “Da me a te. Andata e ritorno – Storie di normale diversità”. Altre sue pubblicazioni sono presenti in antologie cartacee e su siti e blog on line. È autrice dell’atto unico teatrale “È solo colpa mia” e del monologo “Il giorno dopo”, testi che affrontano il dramma della violenza contro le donne. Vincitrice della XXXVI edizione del Premio Nazionale di Poesia “Libero de Libero”, in Fondi. Scrive poesie, racconti brevi, tautogrammi, monologhi, recensioni letterarie...   Partecipa a eventi culturali.

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Ho il cielo negli occhi

in questo interstizio di primavera

L'eco della luce mi segue

mentre da una nuvola ribelle

rotolano gocce di innocua pioggia

Scampoli di freddo scrivono in silenzio

versi prepotenti

le dita si scaldano

al tocco di petali gentili

Mi chiedo cosa ci faccio

in uno spazio che non è il mio

e guardo il tuo capo annuire

La strada è ferma

- in attesa di passi -

La casa è vuota

- in attesa di fiato -

Una rondine azzarda il volo

La manutenzione dei cuori

non ha stagione

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Infilo una collana

di perle di cielo

mentre l’ultimo raggio di sole

scrive una canzone

- tra le nuvole e i gabbiani –

L’orizzonte mi restituisce

un sogno

- sposta il confine –

I miei passi attraversano la notte

e sfidano la luna

Oltre il campo di ulivi

c’è ancora il mare

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lunedì 13 luglio 2026

Battiato, un silenzio che non sa tacere

È un doveroso omaggio quello che voglio proporre a favore di Franco Battiato. Questo tempo, che ce lo ha sottratto prima ancora che potesse esaurire una prorompente capacità creativa, ha stroncato prematuramente una delle voci artistiche più importanti della nostra civiltà culturale contemporanea. 

Il maestro, come ormai era naturale chiamarlo, era nato in provincia di Catania 81 anni fa e la sua carriera è stata un susseguirsi di sperimentazioni e di ricerca nelle quali non ha mai smesso di adottare una scala di stili a volte anche non suffragati da una critica benevola, ma che hanno contribuito a rendere la sua geniale espressione artistica sempre all’altezza dei tempi, delle evoluzioni e delle mutazioni naturali. Il tutto, attraverso ricercate sonorità nelle quali ha tessuto trame poetiche di profonda intensità. 

Non solo musicista completo, ma poeta e pittore, senza trascurare una capacità compositiva assolutamente originale, etichettabile solo ed esclusivamente con un personalissimo modo di interpretare la musica così come la intendeva la sua sensibilità d’artista. Naturalmente, non può non essere citata in questo contesto di alti valori la sua voce morbida e gentile, dai tratti garbati e pregna di cultura della sua Sicilia, dotata di un timbro unico e inconfondibile che ha saputo esaltare con maggiore incisività ogni costruzione musicale, rendendola spesso un’anima pulsante. 

Uno dei testi poetici che maggiormente hanno colpito la vastissima platea (me compreso) che lo seguiva e che a mio parere rimane uno dei più profondi dal punto di vista spirituale ed espressamente armonioso, e al quale ha sposato una melodia che può essere definita divina è “L’ oceano di silenzio”. Un componimento che nasce dalle sedute di meditazione, dove il silenzio appunto è elemento fondamentale, e in cui era solito immergersi il maestro per ritrovare l’armonia con la coscienza, esulandosi per un attimo dalla quotidianità del mondo reale. 

L’oceano di silenzio è dunque non solo intensità sonora che si arricchisce di una toccante voce soprano in perfetta sintonia con archi e timpani i quali danno vita a un’atmosfera sospesa tra terreno e celeste, ma anche capacità di concentrare in poco più di quattro minuti un vero e proprio capolavoro di sonorità, profondità e ricerca stilistica, degno dei più grandi musicisti di questo nostro mondo e al quale mancherà molto l’estro e il suo genio creativo.

 

Un Oceano di Silenzio scorre lento
senza centro né principio
Cosa avrei visto del mondo
Senza questa luce che illumina
I miei pensieri neri.
Quanta pace trova l′anima dentro
Scorre lento il tempo di altre leggi
Di un'altra dimensione
E scendo dentro un Oceano di Silenzio
Sempre in calma.

 

 

martedì 7 luglio 2026

Domenico Truocchio

 

Nato a  RHO 59 anni fa, ora vive in un paesino nell'entroterra campano, S.Agata dei Goti (BN).

Di famiglia poverissima, con le unghie e con i denti cerca di venir fuori da questa situazione difficile, ma i sacrifici sono tanti e anche se la fortuna aiuta gli audaci, in verità lei non si è mai fatta notare dalle sue parti.

Domenico oggi è  un artigiano, e  anche se la sua vita ha continuato a picchiare duro non può lamentarsi. Tuttavia i salti mortali per arrivare dove oggi si trova cominciano a farsi sentire già da un po', così un po' per sfogo, un po' per il piacere di raccontare, un po' come antidepressivo, il nostro Domenico comincia a scrivere.

Duecento poesie, due libri e decine di racconti brevi che lui chiama ..." favole per poveri".

Comincia così a farsi largo nel panorama artistico dove incontra un po' di consensi, ma lui ha ancora tanto da imparare. In fondo, imparare sempre è il segreto per non invecchiare mai.


QUELLA FACCIA D'ARGENTO

 Questa sera ero stanco

volevo parlare un po' a Dio,

come faccio ormai spesso,

un po' a modo mio.

 

Ma Lui ha troppi figli

e io gli ho chiesto già tanto,

avrà tanti pensieri

più di me sarà stanco.

 

Così ho parlato alla Luna

con la faccia d'argento,

mi sono sfogato,

gli ho detto come mi sento.

 

Sono un uomo ormai stanco

che guarda solo il tramonto,

più volte ferito

da questo misero mondo.

 

Volevo cambiare le cose

ma non ci sono riuscito,

volevo sorrisi per tutti

ma spesso ho fallito.

 

Ho amato in silenzio

ho pianto nel sonno,

ho corso per niente

su strade senza ritorno.

 

Ora parlo alla Luna

come un lupo ferito,

da chi mi segue da sempre

e non mi ha ancora capito.

 

Tante volte ho inciampato

falsi amici ho aiutato,

mi hanno dato del ladro,

mi hanno quasi sparato.

 

Piano piano ho capito

come gira la vita,

ma sono all'ultima mano

di una brutta partita.

 

Giocherò fino in fondo

magari mi capita un asso,

ma so già che nessuno

mi cederà il passo.

 

Occorre coraggio per vivere

e per morire fortuna,

ma che scemo che sono

sto parlando alla Luna.

 

Così alzo lo sguarto

senza quasi un perché

e vedo,... QUELLA FACCIA DARGENTO

che sta piangendo per me.

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IL MALOCCHIO DELLA NONNA
 

Che fosse solo un mal di pancia

o un piccio passeggero,

la mia nonna era sempre lì

con il suo vestito nero.

 

Dalla febbre dei bambini

alla rogna agli animali,

c'era il malocchio della nonna

che curava tutti i mali.

 

A se proprio non riusciva,

era un po'  più grave il fatto,

Lei con il dito dentro l'olio

lo faceva con il piatto.

 

Forse era l'ignoranza,

io a quel tempo ero bambino,

se qualcosa non andava,...

era il malocchio del vicino.

 

E il buon Dio che tutto vede

non era poi così lontano

si girava e sorrideva,

ma era tesa la sua mano.

 

Quante volte avrà aiutato

quella vecchia fattucchiera,

Lei che passava facilmente

dalla magia alla preghiera.

 

Perché la fede è sempre forte

dove alberga povertà,

forse voi non lo sapete,

ma c'era la fame tempo fa.

 

Passò il tempo, forse troppo,

abbandonai quella credenza.

quella donna poi parti

restò vuota la sua stanza.

 

E adesso che i malanni

sono tanti e sono veri,

cara nonna ti ho cercato,

ma questa volta tu con c'eri.

 

Resta di te una vecchia foto,

che ho incastrato nello specchio,

quante rughe sulla faccia

sarà colpa del malocchio.

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giovedì 25 giugno 2026

Anna Solovyova: Innovazione e reinterpretazione creativa della tradizione

La società contemporanea vive in gran parte di immagini, e questo è dovuto principalmente a una serie di strumenti messi a disposizione dal progresso e dalla tecnologia quali l'intelligenza artificiale, il web con i suoi social e via dicendo. Incentrate fortemente sulle immagini infatti sono le modalità di presentare concetti, pensieri e idee, non tralasciando il loro massiccio uso anche quando si vuol semplicemente raccontare qualcosa che stimoli la riflessione, che intenda toccare le coscienze oppure lanciare un messaggio chiaro che possa così oltrepassare la prima corteccia sensibile dell'indifferenza arrivando a provocare un’emozione, stupore o suscitare meraviglia.

Chiaro che quanto enunciato trova uno dei suoi luoghi ideali nell'arte visiva. Ed è proprio su questa disciplina artistica che intendo fissare il focus di questa nota, raccontando cosa ho visto e  percepito nel visitare una mostra personale di un’artista che definirei intelligente - per come ha saputo reinterpretare un'attività stimolante sotto il profilo squisitamente creativo - prima ancora che talentuosa.

Ma di cosa si tratta in concreto?

Incuriosito dal genere artistico proposto, mi sono recato presso la Galleria Internazionale Area Contesa Arte  in Via Margutta 90 a Roma, dove ho incontrato Anna Solovyova, giovane artista ucraina che proprio nelle sale della celebre galleria ha esposto i suoi lavori. Le opere di Anna non trovano concreta identificazione in pennelli, tele e colori, l'artista propone con maestria e originalità compositiva  uno spaccato della tradizione, una passione tramandata di generazione in generazione ma rielaborata attraverso uno stile unico e irripetibile. Un'attività "povera", dove gli unici strumenti per comporre poesia in immagini sono la fantasia e una spiccata capacità di lettura interiore, che l’artista ha voluto riportare alla luce trasformando questa tradizione in arte pura.  Ritratti di personaggi del mondo dello spettacolo e non solo riprodotti con la tecnica punto croce, mezzo punto, mezzo punto con perline. Avrete capito che gli strumenti di Anna sono "filo, ago, tessuto e i motivi che il filo disegna", come essa stessa ha inteso nominare la propria arte personale.

Ma chi è Anna Solovyova? 

Nata nel 1984 in Ucraina, Anna ha una laurea in lingue straniere e letterature straniere, Nel 2011 si trasferisce in Italia e precisamente a Roma dove tuttora vive e lavora. Da sempre appassionata dell’arte del ricamo, inizia da due lustri circa a realizzare lavori sperimentando varie tecniche che la portano a perfezionare sempre più il suo stile, originale e ricercato, adottando nel contempo un’applicazione sempre più sofisticata finalizzata a un raggiungimento di un livello compositivo completo.

Presso la sala della Galleria si possono ammirare ritratti eseguiti con questa tecnica nei confronti di icone del cinema, dello spettacolo italiano e non solo. I volti riprodotti sono volti celebri: da Anna Magnani a Sandra Milo, da Papa Francesco a Monica Vitti. Splendido anche il volto di un bambino che riesce, con la sua espressione, a trasmettere piacere e serenità in un'aura di assoluta pace interiore. Ogni personaggio acquisisce, con  l'opera della Solovyova luce nuova, profondità emozionale e rigore d’espressione, il tutto nella piena libertà interpretativa da parte dell'osservatore. Ogni figura, ogni tono è assemblato con cura e con dovizia di particolari fino a realizzare un incrocio di livelli e di motivi che esaltano la forma espressiva e l'intensità compositiva dell'autrice. Garbate infine, sono le linee lavorate sul tessuto, tratti che sanno  catturare lo sguardo dell’osservatore annullando ciò che di materiale esiste intorno, anzi, esaltando quella spiritualità che solo opere frutto di ingegno e di un genio superiore  hanno insite nella loro sostanza.

Un plauso è doveroso nei confronti delle galleriste Teresa Maria Zurlo e Tina Zurlo le quali, attraverso il personale intuito esperienziale hanno individuato nell’artista Anna Solovyova, un profilo di rilievo, una forza creativa potente e un talento ormai raggiunto e riconosciuto, elementi sulla base dei quali, hanno potuto garantire una copertura critica di elevato spessore artistico.

Esposizioni in contesti di prestigio dell’artista in ambito nazionale:

  • - Premio d'artista d'Italia (Roma, 2022)
  • - Arte in maschera (Venezia, 2023)
  • - Premio Michelangelo (Firenze, 2023)
  • - Red carpet (Padova, 2023)
  • - Gran Premio della stampa artistica (Sanremo, 2023)
  • - Visioni contemporanee (Roma, 2023)
  • - Premio Baronessa Luigia Sipione. Premio per l'arte.  (Roma, 2024)
  • - Humanity - Museo Bellini(Firenze, 2024)
  • - Art Expo New York (2024)
  • - Artista nella storia. Premio Dalì (Roma, 2024)
  • - The Power of Art - Museo Crocetti (Roma, 2025)
  • - Arteland (Pisa, 2025)
  • - Galleria Internazionale Area Contesa Arte - da luglio 2023/oggi
Il consiglio è quello di visitare questa mostra personale la quale non si ferma al semplice impatto visivo, ma scava lo sguardo sino a ridestare sensazioni sopite. Un viaggio sensoriale attraverso cui riscoprire il valore di una disciplina unica nel suo genere.

- Mostra: Punto...e arte;
- Dove: Galleria Internazionale Area Contesa Arte, via Margutta 90 - Roma;
- Quando: dal 19 al 28 giugno 2026;
- Orari di galleria:
  • Lunedì chiuso.
  • Martedì, mercoledì, giovedì   11.30 - 13.30/15.30 - 18.30
  • Venerdì, sabato - 16.00 - 19.00
  • Domenica - 10.30 - 13.00

sabato 6 giugno 2026

Piglio, Il periodico di cultura "Capitulum Hernicorum" compie 80 anni.

Si tratta del periodico di cultura civile-religiosa e storico-archeologica dal titolo “Capitulum Hernicorum”, stampato dalla Tipografia Poliglotta Vaticana, che il Direttore Responsabile Mons. Adelmo Loreti, pubblicò per la prima ed ultima volta nel Giugno 1946.

Non a caso don Adelmo aveva scritto: “nel prossimo numero saranno pubblicati articoli di sommo interesse storico che per la prima volta illustreranno l’origine delle antiche famiglie di Piglio”.

A far rivivere questa testata nella sua veste di pubblicista è ora Giorgio Alessandro Pacetti, memoria storica di Piglio, che continua nell’opera di conservazione degli avvenimenti di Piglio “ad perpetuam memoriam”, con la sua biblioteca fatta da ritagli di giornali.

Non solo.

Pacetti desidera festeggiare il periodico “Capitulum Hernicorum” con i nati a Piglio nell’anno 1946 che compiono 80 anni nel mese di Giugno2026. 

 Giorgio Alessandro Pacetti

lunedì 1 giugno 2026

Greta Gurizzan: un'artista, quaranta opere in esposizione ad Anagni (Fr)

Esplosione di colori e forme a “Emozioni – dal pennello alla spatola”, mostra personale dell’artista bresciana Greta Gurizzan inaugurata il 24 maggio e visitabile fino al 7 giugno 2026, presso Palazzo Bacchetti - Casa della cultura ad Anagni (Fr).

Ho avuto la fortuna di visitare questa personale della cara amica Greta Gurizzan, artista dalla fantasia assai creativa, dall'animo sensibile e dotata di una spiccata predisposizione nel percepire latenti sfumature del mondo e della vita, elementi che sa cogliere e  trasporre sulla tela trasformando quanto ricevuto in opere d'arte con quella naturale spontaneità espressiva che solo talentuosi artisti hanno in dote naturale.

La mostra, patrocinata dalla Provincia di Frosinone e dal Comune Anagni, il cui afflusso di visitatori sta superando ogni ottimistica previsione, ha registrato sinora un notevole apprezzamento da parte del pubblico e particolare successo: sia dal punto di vista critico che da quello organizzativo e progettuale.

L’esposizione delle opere, ordinata ed elegante, intende offrire alla comunità anagnina e a tutti gli appassionati di arte visiva, circa quaranta opere esclusivamente realizzate a pennello e a spatola attraverso la tecnica della spatola stratigrafica, modalità di esecuzione ideata dal Maestro e Critico Internazionale d’Arte Mario Salvo, presente nella circostanza nella qualità di Direttore Artistico e di cui Greta è stata allieva.

Le decorate sale di Palazzo Bacchetti Casa della Cultura, hanno accolto, integrandone la bellezza, un susseguirsi di forme e di colori aventi un unico denominatore comune: la purezza d’espressione.

L’artista bresciana, con le sue opere, conduce ogni visitatore verso una dimensione asettica, quasi priva di materialità, invisibile ma palpabile dove concetto, analisi e confronto, condividono le aree emozionali tra l’osservatore e l’artista stessa.

La donna, nell'opera dell'artista è spesso intesa quale centro focale dell’individualità umana alla quale Greta dedica ogni sua espressione interiore, e lo fa  attraverso un concreto intimo dialogo con ogni  soggetto alla quale dà vita sulla tela.

Un legame con linee a volte vigorose ma anche delicate, con toni decisi che creano corpo e rilievo o con delicate geometrie mai soffocate, e che sposa facilmente anche ciò che rincorre l’idea di creatività in simbiosi con la contemporaneità. Atto questo, che non esclude storia e tradizione pittorica ma che genera anzi una libera e armoniosa agitazione emozionale creando un unicum artistico irripetibile e di ampio respiro.

L’artista, come segno di riconoscenza verso l’amministrazione ospitante, ha voluto donare una significativa opera, anch’essa realizzata con la sopra citata tecnica a spatola stratigrafica, rappresentante uno scorcio della Cattedrale di Anagni, uno dei tanti luoghi simbolo dall’alto valore storico della città, opera anch'essa esposta. 

 




Mostra d’arte: “Emozioni, dal pennello alla spatola”;

Quando: dal 24 maggio al 7 giugno 2026;

Dove: Palazzo Bacchetti Casa della Cultura – Anagni (Fr):

Sito artista: https://gretarte.com/

giovedì 7 maggio 2026

La chiesa di san Rocco Madonna della Valle a Piglio

Quali misteri si celano nei graffiti della chiesta di san Rocco?

I templari hanno mai frequentato la chiesetta pigliese?

E che legame emerge con la tradizione della Madonna delle Rose?

La risposta a queste e ad altre domande la si potrà trovare nel nuovo libro "Arte e segreti della chiesa di san Rocco Madonna della Valle a Piglio"; ideato e scritto da Giorgio Alessandro Pacetti, Giancarlo Pavat e Martina Pirosini, in collaborazione di Sonia Palombo e di don Marcello Coretti.

Un viaggio tra arte, storia e spiritualità di uno dei luoghi simbolo di Piglio.

Il libro verrà presentato presso la Sala Consiliare del Comune di Piglio domenica 24 maggio 2026 alle ore 16,00. Padrini e Madrine sono gli ex alunni dell'Istituto comprensivo Ottaviano Bottini di Piglio che hanno visitato la chiesa di san Rocco Madonna della Valle nell'anno scolastico 1996/1997 e oggi quarantenni.

Giorgio Alessandro Pacetti


lunedì 6 aprile 2026

Colleferro: "Our Colours" l'arte chiama il colore

Ha preso il via il 4 aprile scorso presso lo storico Palazzo Morandi a Colleferro “Our Colours”, la mostra d’arte contemporanea organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale “La via dell’Arte". L’esposizione, cui hanno preso parte ben 27 artisti e artiste del territorio, rimarrà visitabile sino al 19 aprile 2026. 

 

mercoledì 1 aprile 2026

Il Mio DNA: Tra Natura e Anima. Un viaggio corale nell’Irriducibile Essere

La mia partecipazione alla mostra "DNA - Dialogo Natura Anima: L’irriducibile essere" non è solo una riflessione solitaria, ma un impegno vivo che si nutre del confronto con altre voci e altre storie. Il cuore pulsante del mio contributo in questa rassegna si manifesterà pienamente nelle giornate del 4   e 12 aprile 2026, momenti che ho voluto dedicare alla forza della parola scritta e condivisa.

In questa cornice dedicata all'essenza dell'esistere, avrò l'onore di curare e presentare le opere di tre autori che, ciascuno con la propria sensibilità, indagano le sfumature del nostro "DNA" spirituale:

  • Alessandra Floris: Con la sua scrittura, esploreremo quei legami profondi che uniscono l'anima alla musica con i suoi molteplici effetti benefici sulla mente e sull’umore.
  • Daniele Cerioni: La sua opera ci condurrà verso una riflessione sulla struttura portante della nostra identità.
  • Lorenzo Tramontana: Un viaggio attraverso visioni che interrogano il senso ultimo del nostro stare al mondo.

Presentare i loro lavori significa per me tessere una trama comune, dimostrando come la letteratura sia lo strumento privilegiato per sondare l’irriducibilità dell’essere.

Il culmine di queste giornate non sarà però solo nel racconto dei libri. Subito dopo le presentazioni di Daniele Cerioni e Lorenzo Tramontana, sarò io stesso a dare corpo e voce alla poesia.

Ho scelto di tenere un reading poetico, con la partecipazione di chiunque voglia declamare componimenti proprio in quel momento di sospensione, quando le riflessioni degli autori si saranno depositate negli animi dei presenti. Sarà un atto di "resistenza poetica", un modo per tradurre in versi quel dialogo tra Natura e Anima che dà il titolo alla mostra. In quei versi, cercherò di rintracciare i segni del nostro DNA più profondo, quello che non si vede al microscopio ma che vibra nel silenzio e nell'emozione.

Il mio impegno è quello di trasformare la parola in un ponte. Vi invito dunque il 4 e il 12 aprile a vivere con me questo percorso: non solo una mostra da guardare, ma un'esperienza da ascoltare e respirare, per riscoprire insieme quel nucleo essenziale e indissolubile che ci rende, appunto, esseri irriducibili.

domenica 22 marzo 2026

"EPPURE ESPLORO LA FIORITURA DEI CILIEGI" Di Gabriela Silenzi e Diana Brodoloni

Un gioco. Un gioco che sa di antico: quello del telefono senza filo che collega passioni, sentimento, ed emozioni tra persone. Un gioco che nasce nel mondo acerbo d’una gioventù da costruire, ma che si abbandona già ad espressioni condivise, alla ricerca di contatti, di certezze e di sfide. Di sfide certo, perché “Eppure esploro la fioritura dei ciliegi” (Bertoni Editore), presuppone una versione del gioco in poesia, dove la sfida è proprio riprendere un cenno, una frase, un concetto, una parola, per continuare a raccontare storie personali, i diversi volti del proprio percepire, visioni e prospettive frutto dell’esperienza propria in un mondo dove tutto si disperde in fretta, alienato da un processo di precoce distruzione. 
E questo scambiarsi informazioni e sensazioni non rispetta una logica precisa ma una fede viva verso la purezza indefinita della poesia, dove tutto può variare o coincidere, allinearsi o essere tutt’altro, ma sempre conforme e fedele alle leggi della libera espressione poetica.

Gabriela Silenzi e Diana Brodoloni, autrici dell’opera in dittici poetici "Eppure esploro la fioritura dei ciliegi", vivono questa esperienza tuffandosi nelle loro vite, raccontandone fatti e sfumature, leggendo fedelmente la propria coscienza cavando da questa elementi rimasti vivi che danno colore alla parola, sensazioni indefinite che non placano la loro forza evocatrice ma che continuano a vivere insinuandosi nel corpo e nell’espressione dell’altra. E il risultato è un esaltante gioco, dove l’abilità nel comporre è profondità attraverso la parola mentre prende forma, man mano che la spiritualità si impossessa della pronuncia del sensibile animo delle autrici.

La raccolta poetica è metaforicamente un augurio di rinascita che attinge il senso dalla fioritura dei ciliegi, vista e considerata come preciso istante in cui delicatezza e forza si fondono in un contesto di speranza e dono da sfruttare. Essa, è un susseguirsi di eventi, di sensazioni e immagini che rifuggono dalla chiarezza esponendo invece un’oscurità palpabile che si addensa nel richiamare forme e contenuti attraverso l’abile uso di figure retoriche. Il mondo immaginario qui proposto, lo è solo in parte, costruito su fondamenta solide, dove il verso pone un verbo scolpito e definito, l’aleatorio mondo disegnato attraverso l’efficace manipolazione della parola sembra vivo, incarnato da una realtà che si rivela piacevole dicotomia tra senso e assuefazione, tra vigore e delicatezza.

“Passa per la pialla/ il sangue delle cose/resta scuro nelle vene/ un tronco mozzo” scrive Diana. “Un tronco mozzo / avanzato alla onde / è li sulla spiaggia/ mi è caro ciò che resta” risponde Gabriela. Due direzioni che convergono nel pensiero e in un comune sentimento che riesce ad apprezzare anche le asperità che questo mondo infligge, ma viste in un contesto filosofico dove emerge la consapevole certezza che ogni materia è destinata a distruzione, ma vista e interpretabile attraverso un paradigma di elementi soggettivi, oltre che come evento che coinvolge emotivamente ed evoca dolore.

Un delicato rincorrersi tra velate immagini e nitide visioni, tra ampi panorami e minimi dettagli dove la differenza è resa dalle sfumature, sempre eterogene, che  restituiscono l'essenza dell'interpretazione  garbatamente femminile laddove è la voce dell'anima a parlare. 

Una comunione di cuori e di parole che nella sua sacralità spirituale diffonde ed effonde il valore della poesia più pura, più intima e spesso, per questo, intrisa di un piacevole mistero che coinvolge e avvolge affini essenze personali.


"EPPURE ESPLORO LA FIORITURA DEI CILIEGI" (Bertoni Editore)

  • Pagine 74:
  • Pubblicato 8 aprile 2025;
  • ISBN: 978- 8855358958
  • Formato: cm. 14.5 X 20.5




 

lunedì 9 marzo 2026

Colleferro: "La via dell'arte"

Come ormai penso sia noto, il mio impegno nella diffusione di arte e cultura e dei suoi e artisti e autori percorre molte strade e arriva, spesso, a scoprire realtà e talenti del territorio meritevoli di essere “esportati” dai territori nei quali vivono, creano e hanno comunque un ottimo seguito, su terreni diversi allo scopo di portare le loro opere e la loro disciplina artistica fuori dalle mura amiche. Nella qualità di conduttore di un programma dedicato all’arte e messo in onda da ArtHeraTV con cui collaboro ormai da qualche anno, molto di recente ho invitato nei nostri studi per una conoscenza più ravvicinata Bianca Coggi, architetto e soprattutto artista. Bianca, Presidente dell’APS “La via dell’arte", con sede in Colleferro da anni pone in essere numerose iniziative volte a valorizzare non solo l’arte del territorio ma anche le figure professionali, e sono numerose,  iscritte alla sua associazione. 

Tra queste, e anch’esse presenti in studio Lara Campagna in arte Lara Gioie, la quale propone gioielli artistici progettati  e realizzati personalmente nel suo laboratorio artistico con l'impiego di vari materiali (a lato "Farfalla Monarca - micro perlinato)   ed Eleonora Volpe pittrice, designer e artigiana del riciclo che attraverso la propria creativa fantasia, riesce a far rivivere ogni oggetto destinato alla spazzatura di nuova e affascinante vita muovendo, in questa direzione, una sensibilità collettiva nei confronti dello spreco e dell'inutilità stessa di alcune evitabili sovra produzioni industriali difficili poi da smaltire e/o recuperare. Emblematiche le realizzazioni con le bottiglie di plastica oppure quelle che coinvolgono addirittura la carta da parati (vds 
ritratto viso femminile).

Per Bianca Coggi non solo l'impegno nella gestione de "La via dell'arte". L'artista colleferrina fa rivivere nelle sue opere una inconfondibile miscela tra la sua formazione accademica in architettura - che si palesa ed  esprime attraverso geometrie e forme - e le sperimentazioni connesse con la dinamicità emozionale provocate dalle sue opere, a volte anche di grandi dimensioni che  suscitano meraviglia e un impatto di sorprendente potenza visiva. 

L'utilizzo di supporti e materiali ai quali Bianca affida la sua espressione non rispettano gli standard di comune impiego, bensì, sposano originalità e unicità come del resto tutte le sue rappresentazioni, inglobate in una realtà astratta e raffinata, razionale ma fluida, frutto di una rappresentazione intima e personale del mondo.   

L'incontro, fruibile qui ed estremamente interessante ha sicuramente messo a nudo l'anima delle artiste intervenute e avviato un processo di liberazione spirituale che ha portato sino alla raffigurazione - rigorosamente soggettiva - di una dimensione propria in rapporto all'individuale sensibilità artistica.





venerdì 23 gennaio 2026

GUBBIO: IL MANTELLO DI SANT'UBALDO TRA ARTI E POESIA

Dal 28 Febbraio all'8 Marzo 2026, presso  Palazzo dei Consoli e Sala Taverna dei Capitani in via Baldassini a Gubbio, si svolgerà "Il mantello di sant'Ubaldo", esposizione collettiva di artisti nazionali e internazionali a cura della Contemporary Art Grand Tour, con il patrocinio del comune di Gubbio. 

In occasione della Giornata Internazionale della donna, il Comune di Gubbio propone l’evento organizzato dalla Contemporary Art Grand Tour “Il mantello di Sant’Ubaldo”.  L’iniziativa (che non vedrà protagonista soltanto la pittura),  mira a fondere l’estetica medievale della città - con le sue arti e la sua storia - con una riflessione profonda sull’articolo 3 della Costituzione Italiana unendo epoche  distanti oltre mille anni.

Gubbio, simbolo di una storia che affonda le radici nel Medioevo, diventa laboratorio di contemporaneità. Se la poetica del tempo cantava la donna avvicinandola idealmente alla luce o agli angeli, la sfida della società contemporanea si estende oggi su di  un campo dove appare necessario  saper rivalutare tali considerazioni e tramutarle con la stessa forza in pari dignità sociale e uguaglianza sostanziale. E non solo nei confronti delle donne.

Gli artisti impegnati nel percorso del Contemporary Art Grand Tour, che ininterrottamente da anni attraversa l’Italia fisica e storico artistica, saranno presentati con le loro opere pittoriche nelle varie giornate in programma presso il comune di Gubbio, all’interno del Palazzo dei Consoli e sala Taverna dei Capitani.

A partire dal 28 febbraio e fino all’8 marzo 2026 infatti, vi sarà l’esposizione denominata “Il mantello di sant’Ubaldo”, titolo non scelto a caso ma fedele all'atto di protezione che sant'Ubaldo intese compiere attraverso l'apertura di un simbolico mantello sulla città di Gubbio. E proprio in chiusura dell'esposizione, nel pomeriggio della giornata internazionale della donna non vi sarà  solo una celebrazione, ma una riaffermazione, attraverso le arti, del principio secondo cui ogni ostacolo all'uguaglianza e alla liberta di ogni cittadino può e deve essere rimosso.  

In virtù di questo nobile principio e per dare maggiore eco a un tema molto sentito dalla società e soprattutto dal mondo femminile, Contemporary Art Grand Tour vuole ampliare la platea dei protagonisti aprendo l'evento anche ai poeti e alle poete che sul tema delle pari opportunità, sui diritti, sulla dignità e sull’uguaglianza hanno qualcosa da dire e da esprimere attraverso i loro versi.

Coloro che intendono partecipare al reading finale che si svolgerà nel pomeriggio dell’8 marzo dalle 16,00 alle 18,00, sono invitati a intervenire presso l’affascinante Palazzo dei Consoli e sala Taverna dei Capitani in via Baldassini a Gubbio per declamare, in presenza, i loro componimenti. Sarà possibile inviare le proprie poesie anche in video allo scopo di dare voce a coloro che per svariati motivi non potranno essere presenti.

Il materiale video, da proiettare all’interno delle sale per tutta la durata dell'esposizione, potrà essere inviato, in qualsiasi formato video, all’indirizzo: contemporaryartgrandtour@gmail.com, specificando in oggetto “Poesie per il Mantello di sant’Ubaldo” e indicando nel testo email il proprio nome, cognome e città di provenienza.

Non possiamo più permetterci di ignorare argomenti di grande interesse mossi da intensa partecipazione emotiva, e l'arte, come ben sappiamo è lo strumento migliore per comunicare e imprimere forza a ogni sentito tema del nostro vivere quotidiano.