QUELLA FACCIA D'ARGENTO
Questa sera ero stanco
volevo parlare un po' a Dio,
come faccio ormai spesso,
un po' a modo mio.
Ma Lui ha troppi figli
e io gli ho chiesto già tanto,
avrà tanti pensieri
più di me sarà stanco.
Così ho parlato alla Luna
con la faccia d'argento,
mi sono sfogato,
gli ho detto come mi sento.
Sono un uomo ormai stanco
che guarda solo il tramonto,
più volte ferito
da questo misero mondo.
Volevo cambiare le cose
ma non ci sono riuscito,
volevo sorrisi per tutti
ma spesso ho fallito.
Ho amato in silenzio
ho pianto nel sonno,
ho corso per niente
su strade senza ritorno.
Ora parlo alla Luna
come un lupo ferito,
da chi mi segue da sempre
e non mi ha ancora capito.
Tante volte ho inciampato
falsi amici ho aiutato,
mi hanno dato del ladro,
mi hanno quasi sparato.
Piano piano ho capito
come gira la vita,
ma sono all'ultima mano
di una brutta partita.
Giocherò fino in fondo
magari mi capita un asso,
ma so già che nessuno
mi cederà il passo.
Occorre coraggio per vivere
e per morire fortuna,
ma che scemo che sono
sto parlando alla Luna.
Così alzo lo sguarto
senza quasi un perché
e vedo,... QUELLA FACCIA DARGENTO
che sta piangendo per me.
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IL MALOCCHIO DELLA NONNA
Che fosse solo un mal di pancia
o un piccio passeggero,
la mia nonna era sempre lì
con il suo vestito nero.
Dalla febbre dei bambini
alla rogna agli animali,
c'era il malocchio della nonna
che curava tutti i mali.
A se proprio non riusciva,
era un po' più grave
il fatto,
Lei con il dito dentro l'olio
lo faceva con il piatto.
Forse era l'ignoranza,
io a quel tempo ero bambino,
se qualcosa non andava,...
era il malocchio del vicino.
E il buon Dio che tutto vede
non era poi così lontano
si girava e sorrideva,
ma era tesa la sua mano.
Quante volte avrà aiutato
quella vecchia fattucchiera,
Lei che passava facilmente
dalla magia alla preghiera.
Perché la fede è sempre forte
dove alberga povertà,
forse voi non lo sapete,
ma c'era la fame tempo fa.
Passò il tempo, forse troppo,
abbandonai quella credenza.
quella donna poi parti
restò vuota la sua stanza.
E adesso che i malanni
sono tanti e sono veri,
cara nonna ti ho cercato,
ma questa volta tu con c'eri.
Resta di te una vecchia foto,
che ho incastrato nello specchio,
quante rughe sulla faccia
sarà colpa del malocchio.
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