venerdì 31 luglio 2026

Fiorella Giovannelli

 


Poetessa, scrittrice e sognatrice, originaria del reatino ma apriliana d'adozione. Scrivo da quando ero ragazza e negli anni ho trasformato la mia passione in un ponte verso il mondo: autrice di tre raccolte, premiata in numerosi concorsi e tradotta all'estero (in Serbia e in Grecia).

​Co-fondatrice dell'Associazione L@ Nuov@ Mus@ e Ambasciatrice della Poesia Italiana in Messico, le mie poesie vanno in onda ogni sabato alla radio messicana. 

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Appartenersi


Comunione di carni e d’anime,

due randagi persi nella complicità non è il peccato oscuro di Gowther,

non c’è colpa che ci possa condannare:questo nostro legame è canto d’amore,

una consapevole e violenta misticanza.

 

L’amore che ti porto è ferita aperta, è una lama che squarcia e dà felicità,

un restare sospesi sopra il precipizio, in bilico perenne

tra furore e grazia.

 

Ti cerco nel reclamare delle labbra di mela rossa succose di vita,

nel filo di un respiro trattenuto,

tra i nostri corpi mai arresi all'utopia.

 

Siamo ostie consumate sui cuscini,

altari eretti sopra un tempio pagano dove il sangue si fa vino da bere,

ogni peccato si trasforma in santo.

 

Ci spogliamo del sacro per trovarci umani,

inchiodati a questo letto che ci brucia,

mentre l’odore denso del tuo corpo, diventa la mia sola, vera preghiera.

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Quel poco che resta

 

L'amore è passato come il mare attraversa la notte

non lascia impronte, 

eppure il sale brucia ancora sulla pelle delle rocce.


Non chiedere alla mia carne di imparare l'assenza.

Le mie mani ricordano il peso del tuo nome,

come gli alberi trattengono il brivido del vento anche quando l'aria tace.


Lascia nella mia isola una conchiglia cieca,

una pietra ancora calda di sole,

qualcosa che continui a masticare il tuo passaggio.


Le parole che ci siamo detti non ci appartengono più.

Sono semi conficcati nella terra: anche nel buio, 

aspettano la pioggia per farsi radice.


Ieri il giorno era un frutto spaccato dalla luce.

-Oggi una sola nube ha insegnato al cielo l'immensità dell'ombra-.

Ed io, come una riva ferita che non smette di chiamare il mare,

custodisco questa cenere,

perché anche una sola scintilla conosce il segreto dell'incendio.


Non strapparmi quel poco che resta.

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mercoledì 29 luglio 2026

Rosa Blanco

 


Rosa Blanco è nata ad Arzano, in provincia di Napoli e vive a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Alcuni suoi testi sono apparsi nelle antologie "Una poesia al giorno" (Affiori, 2023), "Una poesia al giorno vol. II" (Affiori, 2024) e "A come Altro" (Giulio Perrone Editore, 2026), oltre che sulla rubrica online Anteprima poetica della casa editrice Homo Scrivens.

Anima nuda è la sua raccolta poetica d'esordio, pubblicata nel 2024 da Ensemble Edizioni. Un primo approdo editoriale che ha trovato spazio su riviste e blog letterari attraverso recensioni, estratti e interviste radiofoniche e online.

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Da  "Anima nuda"  (Ensemble edizioni 2024)


Il ciclo della vita

 Amaramente vide trascorrere

l'autunno mentre si spogliava

del suo caldo mantello.

L'accarezzò la gelida neve,

sotto lo sguardo di grigi occhi.

Nessun ristoro, nessun conforto.

Poi, il cinguettio di un passero

foriero del perduto tepore,

auspicio di un raggio di sole. 

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Anima nuda

Fogli bianchi impregnati di quell'anima

che si è denudata oltre ogni pudore.

Un'anima divenuta versi puri e limpidi

come il primo chiarore del nascente

giorno e che, devota, trema dinanzi

al dono della poesia, come un miracolo

che si è compiuto.

Un'anima in bilico tra la silente attesa

e l'alternanza tra timore e speranza.

Un'anima senza posa, ritenuta forse un rovo,

forse un bocciolo di rosa.

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martedì 28 luglio 2026

Maria Teresa Infante La Marca

 


È una protagonista attiva nel panorama culturale e letterario, impegnata nella promozione dei diritti umani e della solidarietà sociale, Candidata allo Zayed Award for Human Fraternity 2025 (Nobel Diritti umani, Emirati Arabi) è accademica ad Honorem presso diverse istituzioni nazionali e internazionali con cui collabora per il dialogo interculturale.

Cofondatrice dell’Accademia delle Arti e delle Scienze filosofiche di Bari e direttrice del Dipartimento “Solidarietà e Promozione sociale” della Stessa. Cofondatrice e presidente onorario di WikiPoesia; cofondatrice e vice presidente dell’Associazione culturale “L’Oceano nell’Anima” e responsabile editoriale di Oceano Edizioni. Caporedattore della testata indipendente OceanoNews e dell’omonimo blog giornalistico, Fondatrice e presidente del Premio di Letteratura e Arti visive “Ciò che Caino non sa”, a tema imposto violenza donne e crimini verso i minori, giunto alla VIII edizione. Fa parte del Direttivo di “Foundation for World Peace – Peace, Freedom and Human Rights”

Attualmente è presidente dei Premi letterari “Gentilezza è Cultura”; Daunia&Sannio-Federico II”; “The Noble Laureate Award” per l’Italia.

Vincitrice di molti premi letterari. Ha ricevuto Premi alla Carriera, alla Cultura e Alti Riconoscimenti per la poesia e letteratura, in Italia e all’estero.

 Ha pubblicato ventisette (27) libri tra poesia, narrativa e saggistica, di cui undici antologie come ideatrice e curatrice

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Da "Collisione d'intenti" (Il Convivio Editore 2019)


Viaggio nel mio tempo 


Cos’è questo andare
che mi scompiglia il canto?

Ore, minuti, affissi ad un soffitto
un orologio a tempo
una sveglia al led
una bomba innescata
un cinturino al polso
contano gli anni ai miei capelli bianchi.

Londra vive
tra la panoramica sul fiume
un carosello lento
in cui la testa gira

                      gira

come fosse vento
e la mente annaspa

                  annaspa

come fosse inferma.

E io non sono.

Si sta male
ma di vertigine non si muore
nausea è il mio dolore

 … un analgesico

forse domani avrò dimenticato
e i miei capelli avranno l’oro in testa.

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Il peso


È il capo tra le mani
che pesa quanto il grano di un pensiero
eppur le dita
hanno un trascorso lieve
di frutti acerbi e prati mai sfiorati.

È il capo tra le mani
che non si arrende
a un guscio di basalto
e forgia come creta ogni parola
a sera quando spoglio la ragione.

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Ancora

 Ogni volta ti ritrovo

– puntuale –

sotto il mio balcone

a chiudermi le stanze del cuore

perché il vento

non mi trasporti altrove.

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lunedì 27 luglio 2026

Daniele Cerioni

 


Daniele Cerioni (Frascati, 1979) è un poeta, musicista e laureato in Giurisprudenza. Dopo aver iniziato a scrivere nel 2007 per unire parole e musica, ritrova una forte ispirazione nel 2020. Ha pubblicato con PAV Edizioni le raccolte liriche "Pensieri(in)versi" (2022) e "La libertà delle farfalle" (2024). Oggi la sua produzione artistica si è estesa anche al mondo delle favole, distinguendosi come favolista per bambini e per "fanciulli nell'animo".

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Caro specchio

Caro specchio...

perché fai sì

che io mi veda vecchio,

con la pelle solcata

dal tempo…

solchi utili

per irrigare l'epidermide

per questo volto secco

che nessuno guarda più?

Perché è passata quella

che in passato chiamavamo

gioventù.

Eppur c'è altro da vedere...

qualcosa che non si può vedere

c'è il cuore e quell' attitudine

di cantare il bello

anche se di bello non c'è.

Sono un libero animale

col cuore grande ma malato.

Ma sono grato a questa vita

che mi ha permesso

di amare lei

con la speranza che mi notasse...

e invece è andata via

come un colpo di tosse.

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 L’abbraccio di lava

 Il destino ci ha resi muti e sordi

perché è da quel dì che persi la parola

come se qualcuno mi avesse messo

le mani in gola.

Anche tu ti sei ammutolita…

perché da quando mi rubarono l’anima,

l’infanzia e la gioia, nella mia fase primitiva

la lingua tacque e gli abbracci si fecero pietra.

Solo dopo anni hai scoperto la verità

e fu un sussulto vulcanico…

un pianto strozzato dentro di te

un’ implosione di sofferenza e magma.

D’altronde, io che sono stato dentro di te

sento tutto e tutto provo

anche i tuoi dolori che son forti

e il ghiacciaio è ancora lì

e forse mai si scongelerà

riportando alla luce gli scheletri

da sopprimere, annientare.

Oggi è la tua festa e vorrei festeggiarti

se solo non mi avessero congelato i sentimenti

che non si sciolgono in un abbraccio di lava.

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sabato 18 luglio 2026

Federica Sanguigni

 


Federica Sanguigni è nata a Fondi, dove vive e lavora. Si definisce lettrice appassionata e amante della poesia. Ha pubblicato due sillogi poetiche: “In cammino” e “È una strada impervia” e la raccolta di racconti e poesie “Da me a te. Andata e ritorno – Storie di normale diversità”. Altre sue pubblicazioni sono presenti in antologie cartacee e su siti e blog on line. È autrice dell’atto unico teatrale “È solo colpa mia” e del monologo “Il giorno dopo”, testi che affrontano il dramma della violenza contro le donne. Vincitrice della XXXVI edizione del Premio Nazionale di Poesia “Libero de Libero”, in Fondi. Scrive poesie, racconti brevi, tautogrammi, monologhi, recensioni letterarie...   Partecipa a eventi culturali.

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Ho il cielo negli occhi

in questo interstizio di primavera

L'eco della luce mi segue

mentre da una nuvola ribelle

rotolano gocce di innocua pioggia

Scampoli di freddo scrivono in silenzio

versi prepotenti

le dita si scaldano

al tocco di petali gentili

Mi chiedo cosa ci faccio

in uno spazio che non è il mio

e guardo il tuo capo annuire

La strada è ferma

- in attesa di passi -

La casa è vuota

- in attesa di fiato -

Una rondine azzarda il volo

La manutenzione dei cuori

non ha stagione

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Infilo una collana

di perle di cielo

mentre l’ultimo raggio di sole

scrive una canzone

- tra le nuvole e i gabbiani –

L’orizzonte mi restituisce

un sogno

- sposta il confine –

I miei passi attraversano la notte

e sfidano la luna

Oltre il campo di ulivi

c’è ancora il mare

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lunedì 13 luglio 2026

Battiato, un silenzio che non sa tacere

È un doveroso omaggio quello che voglio proporre a favore di Franco Battiato. Questo tempo, che ce lo ha sottratto prima ancora che potesse esaurire una prorompente capacità creativa, ha stroncato prematuramente una delle voci artistiche più importanti della nostra civiltà culturale contemporanea. 

Il maestro, come ormai era naturale chiamarlo, era nato in provincia di Catania 81 anni fa e la sua carriera è stata un susseguirsi di sperimentazioni e di ricerca nelle quali non ha mai smesso di adottare una scala di stili a volte anche non suffragati da una critica benevola, ma che hanno contribuito a rendere la sua geniale espressione artistica sempre all’altezza dei tempi, delle evoluzioni e delle mutazioni naturali. Il tutto, attraverso ricercate sonorità nelle quali ha tessuto trame poetiche di profonda intensità. 

Non solo musicista completo, ma poeta e pittore, senza trascurare una capacità compositiva assolutamente originale, etichettabile solo ed esclusivamente con un personalissimo modo di interpretare la musica così come la intendeva la sua sensibilità d’artista. Naturalmente, non può non essere citata in questo contesto di alti valori la sua voce morbida e gentile, dai tratti garbati e pregna di cultura della sua Sicilia, dotata di un timbro unico e inconfondibile che ha saputo esaltare con maggiore incisività ogni costruzione musicale, rendendola spesso un’anima pulsante. 

Uno dei testi poetici che maggiormente hanno colpito la vastissima platea (me compreso) che lo seguiva e che a mio parere rimane uno dei più profondi dal punto di vista spirituale ed espressamente armonioso, e al quale ha sposato una melodia che può essere definita divina è “L’ oceano di silenzio”. Un componimento che nasce dalle sedute di meditazione, dove il silenzio appunto è elemento fondamentale, e in cui era solito immergersi il maestro per ritrovare l’armonia con la coscienza, esulandosi per un attimo dalla quotidianità del mondo reale. 

L’oceano di silenzio è dunque non solo intensità sonora che si arricchisce di una toccante voce soprano in perfetta sintonia con archi e timpani i quali danno vita a un’atmosfera sospesa tra terreno e celeste, ma anche capacità di concentrare in poco più di quattro minuti un vero e proprio capolavoro di sonorità, profondità e ricerca stilistica, degno dei più grandi musicisti di questo nostro mondo e al quale mancherà molto l’estro e il suo genio creativo.

 

Un Oceano di Silenzio scorre lento
senza centro né principio
Cosa avrei visto del mondo
Senza questa luce che illumina
I miei pensieri neri.
Quanta pace trova l′anima dentro
Scorre lento il tempo di altre leggi
Di un'altra dimensione
E scendo dentro un Oceano di Silenzio
Sempre in calma.

 

 

martedì 7 luglio 2026

Domenico Truocchio

 

Nato a  RHO 59 anni fa, ora vive in un paesino nell'entroterra campano, S.Agata dei Goti (BN).

Di famiglia poverissima, con le unghie e con i denti cerca di venir fuori da questa situazione difficile, ma i sacrifici sono tanti e anche se la fortuna aiuta gli audaci, in verità lei non si è mai fatta notare dalle sue parti.

Domenico oggi è  un artigiano, e  anche se la sua vita ha continuato a picchiare duro non può lamentarsi. Tuttavia i salti mortali per arrivare dove oggi si trova cominciano a farsi sentire già da un po', così un po' per sfogo, un po' per il piacere di raccontare, un po' come antidepressivo, il nostro Domenico comincia a scrivere.

Duecento poesie, due libri e decine di racconti brevi che lui chiama ..." favole per poveri".

Comincia così a farsi largo nel panorama artistico dove incontra un po' di consensi, ma lui ha ancora tanto da imparare. In fondo, imparare sempre è il segreto per non invecchiare mai.


QUELLA FACCIA D'ARGENTO

 Questa sera ero stanco

volevo parlare un po' a Dio,

come faccio ormai spesso,

un po' a modo mio.

 

Ma Lui ha troppi figli

e io gli ho chiesto già tanto,

avrà tanti pensieri

più di me sarà stanco.

 

Così ho parlato alla Luna

con la faccia d'argento,

mi sono sfogato,

gli ho detto come mi sento.

 

Sono un uomo ormai stanco

che guarda solo il tramonto,

più volte ferito

da questo misero mondo.

 

Volevo cambiare le cose

ma non ci sono riuscito,

volevo sorrisi per tutti

ma spesso ho fallito.

 

Ho amato in silenzio

ho pianto nel sonno,

ho corso per niente

su strade senza ritorno.

 

Ora parlo alla Luna

come un lupo ferito,

da chi mi segue da sempre

e non mi ha ancora capito.

 

Tante volte ho inciampato

falsi amici ho aiutato,

mi hanno dato del ladro,

mi hanno quasi sparato.

 

Piano piano ho capito

come gira la vita,

ma sono all'ultima mano

di una brutta partita.

 

Giocherò fino in fondo

magari mi capita un asso,

ma so già che nessuno

mi cederà il passo.

 

Occorre coraggio per vivere

e per morire fortuna,

ma che scemo che sono

sto parlando alla Luna.

 

Così alzo lo sguarto

senza quasi un perché

e vedo,... QUELLA FACCIA DARGENTO

che sta piangendo per me.

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IL MALOCCHIO DELLA NONNA
 

Che fosse solo un mal di pancia

o un piccio passeggero,

la mia nonna era sempre lì

con il suo vestito nero.

 

Dalla febbre dei bambini

alla rogna agli animali,

c'era il malocchio della nonna

che curava tutti i mali.

 

A se proprio non riusciva,

era un po'  più grave il fatto,

Lei con il dito dentro l'olio

lo faceva con il piatto.

 

Forse era l'ignoranza,

io a quel tempo ero bambino,

se qualcosa non andava,...

era il malocchio del vicino.

 

E il buon Dio che tutto vede

non era poi così lontano

si girava e sorrideva,

ma era tesa la sua mano.

 

Quante volte avrà aiutato

quella vecchia fattucchiera,

Lei che passava facilmente

dalla magia alla preghiera.

 

Perché la fede è sempre forte

dove alberga povertà,

forse voi non lo sapete,

ma c'era la fame tempo fa.

 

Passò il tempo, forse troppo,

abbandonai quella credenza.

quella donna poi parti

restò vuota la sua stanza.

 

E adesso che i malanni

sono tanti e sono veri,

cara nonna ti ho cercato,

ma questa volta tu con c'eri.

 

Resta di te una vecchia foto,

che ho incastrato nello specchio,

quante rughe sulla faccia

sarà colpa del malocchio.

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