martedì 28 luglio 2026

Maria Teresa Infante La Marca

 


È una protagonista attiva nel panorama culturale e letterario, impegnata nella promozione dei diritti umani e della solidarietà sociale, Candidata allo Zayed Award for Human Fraternity 2025 (Nobel Diritti umani, Emirati Arabi) è accademica ad Honorem presso diverse istituzioni nazionali e internazionali con cui collabora per il dialogo interculturale.

Cofondatrice dell’Accademia delle Arti e delle Scienze filosofiche di Bari e direttrice del Dipartimento “Solidarietà e Promozione sociale” della Stessa. Cofondatrice e presidente onorario di WikiPoesia; cofondatrice e vice presidente dell’Associazione culturale “L’Oceano nell’Anima” e responsabile editoriale di Oceano Edizioni. Caporedattore della testata indipendente OceanoNews e dell’omonimo blog giornalistico, Fondatrice e presidente del Premio di Letteratura e Arti visive “Ciò che Caino non sa”, a tema imposto violenza donne e crimini verso i minori, giunto alla VIII edizione. Fa parte del Direttivo di “Foundation for World Peace – Peace, Freedom and Human Rights”

Attualmente è presidente dei Premi letterari “Gentilezza è Cultura”; Daunia&Sannio-Federico II”; “The Noble Laureate Award” per l’Italia.

Vincitrice di molti premi letterari. Ha ricevuto Premi alla Carriera, alla Cultura e Alti Riconoscimenti per la poesia e letteratura, in Italia e all’estero.

 Ha pubblicato ventisette (27) libri tra poesia, narrativa e saggistica, di cui undici antologie come ideatrice e curatrice

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Da "Collisione d'intenti" (Il Convivio Editore 2019)


Viaggio nel mio tempo 


Cos’è questo andare
che mi scompiglia il canto?

Ore, minuti, affissi ad un soffitto
un orologio a tempo
una sveglia al led
una bomba innescata
un cinturino al polso
contano gli anni ai miei capelli bianchi.

Londra vive
tra la panoramica sul fiume
un carosello lento
in cui la testa gira

                      gira

come fosse vento
e la mente annaspa

                  annaspa

come fosse inferma.

E io non sono.

Si sta male
ma di vertigine non si muore
nausea è il mio dolore

 … un analgesico

forse domani avrò dimenticato
e i miei capelli avranno l’oro in testa.

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Il peso


È il capo tra le mani
che pesa quanto il grano di un pensiero
eppur le dita
hanno un trascorso lieve
di frutti acerbi e prati mai sfiorati.

È il capo tra le mani
che non si arrende
a un guscio di basalto
e forgia come creta ogni parola
a sera quando spoglio la ragione.

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Ancora

 Ogni volta ti ritrovo

– puntuale –

sotto il mio balcone

a chiudermi le stanze del cuore

perché il vento

non mi trasporti altrove.

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