Approfittando del periodo festivo dedicato a San Magno,
patrono della città di Anagni, mi sono recato nel centro ciociaro, dove ho
potuto, tra le altre cose, visitare il laboratorio dell’artista romana
Simona Morelli, scultrice, pittrice ma soprattutto mosaicista, ubicato nel centro
dell’antico borgo presso
Casa Barnekow, dimora storica ed esempio unico di
architettura medioevale.
La cosa che mi ha subito colpito, oltre all’eleganza del
luogo e del buon gusto adottato nell’esposizione, è stata la quantità delle
opere al suo interno, alcune terminate alcune in lavorazione, altre ancora
progettate e da creare. Mosaici, pitture, disegni da trasporre su vetrate,
lavori con vetro a fusione e infine tanti, tanti oggetti tra pendagli,
orecchini, bracciali e oggettistica varia, il tutto frutto dalla sua illimitata
fantasia creativa.
Il suo lavoro
Simona Morelli non è solo un esempio di artista poliedrica e
dinamica nel suo modo di pensare, progettare e realizzare ma è, a tutti gli
effetti, una forza della natura laddove, la sua sensibilità, incontra la capacità
di costruzione e quella manualità certosina che appare oggi un miraggio nella
nostra società contemporanea e senza la quale, molte opere di rilievo non
sarebbero mai state elaborate e realizzate. Il suo spirito di iniziativa e l’entusiasmo
adoperato, nell’ideare nuove modalità di esecuzione e realizzazione, hanno teso
una mano concreta al senso di stupore che spontaneo nasce nell’ammirare ogni
pezzo nato e al modo di interpretare l’arte con uno sguardo sempre attento
all’originalità.
Autrice mosaici presso le chiese di Segni e di Colleferro,
oltre che presso edifici scolastici arriva a decorare perfino un ristorante
nella lontana Olanda, senza tralasciare ulteriori contributi tra i quali il
mosaico parietale realizzato presso la scuola materna di Frascati e un’opera,
sempre in mosaico, dedicata a San Magno, patrono della città di Anagni ed
esposta permanentemente presso la biglietteria della Cattedrale di Anagni.
Il suo percorso artistico
Il suo curriculum, come detto, vanta esperienze in vari ambiti artistici, e i molti riconoscimenti ottenuti sono il frutto di un lavoro di ricerca e di progettazione. Tutto ha inizio nel 1993 allorquando vince la prima edizione del "Premio delle Arti Applicate Emiliano D'Auria" in Fisciano (SA). Il viaggio artistico prosegue poi con una delle tappe più importati: la frequenza del corso di Alta Specializzazione per la decorazione pittorica di Frascati. Fin da subito, iniziano le sue prime affermazioni, le quali danno vita a un percorso professionale di assoluto spessore, ricco e variegato nel mondo dell'arte.
Tra i vari concorsi vinti e i lavori commissionati da enti e strutture dello Stato, mi piace ricordarne un paio: quello di Reggio Calabria dove è vincitrice nel
Concorso Nazionale di Opere d'Arte presso la Capitaneria di Porto e quello indetto per la decorazione del nuovo
Comando dei Vigili del Fuoco di Imperia per la caserma di Crespi, dove l'immagine scelta dall'artista esplicita in tutta la sua potenza la devastazione del fuoco (opera a fianco).
Il sorriso del coraggio
Ma l’opera che acquisisce tra le tante un valore anche
simbolico e morale è
“Il sorriso del coraggio”, un grande monumento posto in
Piazza Bianca a Colleferro e realizzato in memoria di
Willy Monteiro Duarte, pestato
a morte nel settembre del 2020.
Passeggiando lungo via Vittorio Emanuele ad Anagni, sarà
facile quindi, soffermarsi nei pressi del civico 83 e farsi catturare dai colori e dalle creazioni
di Simona in un contesto architettonico che esalta l’intensità delle sue opere e che si unisce gradevolmente ai colori e le forme
che disegnano un’atmosfera d’altri
tempi.
Qui il video del servizio.
Nessun commento:
Posta un commento