Sulla via Appia, all'ingresso di Fondi venendo da Roma, si
trova la chiesetta di Santa Maria del
Soccorso (nota anche come chiesa della Madonna del Soccorso). Si tratta di un
edificio di culto cattolico di grande interesse storico e, oltre che per
la vicinanza all’antica via, si nota subito per una ragione precisa: ha due
ingressi, uno per ogni direzione di marcia e non è un caso. La Chiesa infatti,
era una stazione dei Monaci Ospedalieri di San Giovanni Gerosolimitano, i quali
assistevano i pellegrini lungo questo tratto della via Francigena.
L'edificio esiste
almeno dalla fine del XII secolo, ma la prima descrizione scritta è del 1599.
La struttura e lo stile sono riconducibili al periodo tardo-medievale, e
caratterizzate da un pregevole aspetto gotico-rurale. Fonti storiche e atti
pastorali ci raccontano che la chiesa sorgeva in un'area originariamente
circondata da pantani e paludi, e proprio la vicinanza a queste condizioni
naturali esistenti nella piana Fondana, condizionò in maniera significativa la
vita del complesso nel corso dei secoli.
.png)
Nonostante il
trascorrere dei secoli e l'isolamento, la chiesetta ha tuttavia conservato i
suoi tratti architettonici originari: La facciata è sobria: due arcate
ogivali, un pilastro centrale e la celletta campanaria sopra il tetto a
spiovente. L’interno si sviluppa a navata unica, con archi a tutto sesto e
volte a crociera, rispettando la semplicità funzionale tipica delle chiese
dedicate ai pellegrini. Sulle pareti
interne sopravvivono frammenti d'intonaco dipinto con immagini sacre e santi
protettori, pensati per offrire conforto spirituale ai viaggiatori.
Così, tra il
silenzio di una piana che un tempo sapeva di paludi e l'eterno scorrere della
Regina Viarum, la chiesetta di Santa Maria del Soccorso continua a compiere il
suo antico destino. Non solo un monumento di pietra e fede gotico-rurale, ma un
confine liquido tra i secoli: con quelle due porte spalancate in direzioni
opposte, pronte a raccogliere i passi di chi andava e di chi tornava. Un
rifugio silenzioso dove il tempo sembra essersi fermato, e dove i volti
sbiaditi dei santi protettori vegliano ancora oggi, in eterno ascolto di chi
attraversa la storia.
Versione video qui
Nessun commento:
Posta un commento