venerdì 2 ottobre 2026

Gabriella Nardacci

 


Gabriella Nadacci ha esercitato la professione di insegnante per quarantadue anni ed è attualmente in pensione. Durante l’attività lavorativa ha realizzato diversi libri (autopubblicati) con gli alunni: Fiaborie e poestrocche, Piccoli autori crescono, Io racconto tu ascolti, Storie di sogni, I mei amici animali, Noi piccoli supereroi…
Alcune dei suoi lavori (poesie, articoli e racconti) sono stati premiati in diversi concorsi e sono presenti in Antologie Letterarie (Spearling-Krufen,Editrice Spada, Aletti, Carla Felci, Pensieri e parole, Seneca, Giovane Holden…), riviste letterarie e blog.
Ha pubblicato una silloge di poesie Parole scalze edita da Primizie Artegraft, i romanzi: A malapena si vede l’isola di Ponza edito da L’Oceano nell’Anima , Tempo che va…Tempo che viene edito dalla Daimon edizioni, Tra Agnese e Sandrina. Altre vite edito da Progetto Cultura, Un vestito per la vita e per la morte edito da Progetto Cultura e in stampa, in questo periodo è la seconda silloge di poesie Alba Lunare .
Presente in blog letterari, su giornali locali e nel sito Ponzaracconta con poesie e articoli di letteratura che pubblica periodicamente.

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A MIO PADRE

 

Mio padre era l’uomo dei mattini silenziosi

degli odori di spuma da barba e brillantina

delle briciole di pane sul tavolo in cucina

dei pensieri smisurati ma preziosi.

 

Mio padre era l’uomo della tarda sera

della fatica quotidiana trascinata a casa

dei sorrisi stanchi e di carezze a iosa

del suo sogno trasformatosi in chimera.

 

Mio padre era l’uomo delle buie notti

di un cielo pien di stelle o tempestoso

dei sogni mio custode silenzioso

dei passi ballerini con i calzini rotti.

 

Mio padre raccontava la sua guerra

e allora lo invitavo a un girotondo

che caschi tutto quanto e pure il mondo

e tutti giù per terra!

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IL TEMPO VA


Caparbiamente ascolto innovazioni dell’amore

e sempreverdi m’appaiono le valli.


Ma oggi il cielo è grigio

e nuvole di pioggia s’addensano..


Cos’altro si potrà dare stasera?

Il colore ei miei occhi…

Il calore del mio corpo…


Neanche il mare placarsi

neanche un bimbo sa stupirsi...


Eppure

rampano gli occhi miei l’anima tua

ed antichi inni all’amore

mi portano a te che accanto mi riposi.


Lacrime amare scendono chiare

come gocce di mare

per te o tempo che scorri veloce

e togli i freschi sapori alla vita.


Cos’altro potrei darti stasera?

Un triste sorriso…

Un dolce rimpianto

mentre il sole sta tramontando

e un fiore sta appassendo.


Eppure in questo malinconico crepuscolo

ergo il mio viso stanco

e rendo umida la vita che mi sta accanto.


Caparbiamente con te, o tempo perfido

faccio la scommessa amara

che mai distruggerai il ricordo candido

dell’innocenza avuta.

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